Contrordine: il gay è un dono di Dio

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Sono sempre di più i gruppi religiosi che si distaccano dalla visione bigotta e razzista sull’omosessualità.

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“Errare è umano, ma perseverare nell’errore è diabolico”, recita un vecchio adagio. Forse per non incorrere nelle ire divine o forse grazie all’illuminazione improvvisa di qualche pastore, una istituzione cristiana evangelica, nata per “curare” gli omosessuali, ha dichiarato che la loro missione era sbagliata e che l’amore tra lo stesso sesso è “un dono di Dio”.

La Courage Trust è in attesa di venire espulsa dalla Evangelical Alliance a causa del suo ‘cambio di direzione’. Inaspettatamente, il suo fondatore, Jeremy Marks, 48 anni, ha annunciato il suo dietro front sulla rivista Lesbian and Gay Christians, che una volta considerava ‘territorio nemico’. Marks ha ammesso le sue inclinazioni gay, di essersi sposato per non stare solo, e che era in errore sulle sue convinzioni sull’omosessualità quando diceva che non veniva da Dio e che poteva essere curata. “Sono giunto alla conclusione che era sbagliato considerare l’amore omosessuale un peccato.” L’associazione, fondata nel 1990 in Inghilterra, teneva corsi con sessioni di preghiera curativa e terapia psicologica. Ora funge da luogo di incontri settimanali per circa 150 uomini. Marks insegnava che l’uomo era fatto ad immagine di un Dio eterosessuale, e i membri della comunità pregavano per raggiungere la ‘completezza’ dell’eterosessualità. Per i gay e le lesbiche cristiane c’era solo una via: pentirsi e smettere di praticare l’omosessualità!” I dubbi sulla correttezza di questa tesi sono nati in Marks dalla relazione con un altro uomo che, secondo il suo racconto, non fu mai sessuale e finì prima del suo matrimonio. “È stata l’esperienza più salutare della mia vita che ha rinvigorito la mia fede in Dio. Dio ha riconosciuto e incontrato il mio desiderio per l’amore di un altro uomo e anche la mia autostima ne è stata accresciuta. Prima di quella relazione provai ogni via della “liberazione” offerta dalla terapia cristiana, la preghiera curativa, persino l’esorcismo! Tutto senza risultati.” Marks ha detto che il cambiamento è stato traumatico: ha perso quasi tutto l’appoggio finanziario fornitogli dagli evangelici e ha dovuto dimettersi dallo staff amministrativo. Deciderà del futuro della comunità nei prossimi sei mesi, nei quali si concederà un distacco sabbatico e scriverà un libro sul suo “ministero ex-gay” e ha aggiunto: “Vogliamo allontanare l’enfasi sul sesso: la gente non si sposa per sesso eterosessuale, ma per amore. La stessa cosa è valida per molte relazioni omosessuali.” Marks resterà sposato malgrado il suo ripensamento sulle relazioni omosessuali. Si sposò nel 1991 perché una relazione gay sarebbe stata impensabile con il suo background evangelico. “Le fondamenta del mio matrimonio sono l’amicizia, il rispetto e un amore profondo, molto più che desiderio eterosessuale.”

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