Convinto di avere l’HIV. Per Cassazione non c’è danno morale

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La Corte d'Appello dispone il risarcimento per un giovane che si era rivolto ad una casa di cura che gli aveva diagnosticato il virus HIV. Ma la Cassazione...

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T.B. ha vissuto una settimana di terrore, senza motivo. Una casa di cura bolognese gestita dalle piccole suore della Sacra Famiglia, dove il giovane era stato ricoverato per una lesione al tendine d’achille, gli aveva infatti diagnosticato anche il virus dell’HIV.

Quando una settimana più tardi, però, ha ripetuto le analisi si è accorto che il risultato era sbagliato. A causa di "una comprensibile e gravissima agitazione" i giudici della Corte d’Appello di Bologna nel 2006 disposero per questo che gli venisse corrisposto un risarcimento per danni biologici pari a 25 mila euro.

Ma volendo rivendicare anche un danno morale, il protagonista della vicenda aveva fatto ricorso in Cassazione che oggi si è pronunciata rigettando il ricorso. "Le modalità della vicenda – hanno scritto i giudici nella motivazione – escludono che T.B. possa aver subito una permanente e significativa modificazione in peggio delle sue abituali condizioni di vita o che si sia verificato un qualsiasi peggioramento della serenità famigliare, riconoscendogli, invece, una comprensibile, gravissima agitazione della prima settimana".

T.B. dovrà ora pagare le spese del giudizio in Cassazione per una somma di 2.900 euro. Tolto dunque il danno, rimane la beffa.

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