COPPIE GAY: ALTOLÀ DEL GOVERNO

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Il Consiglio dei Ministri ha deciso di impugnare davanti alla Corte Costituzionale lo Statuto toscano. Malvisto il riconoscimento delle unioni di fatto. Arcigay: mobilitazione nazionale.

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ROMA – C’era Silvio Berlusconi a presiedere ieri sera, alle 19.55, il Consiglio dei Ministri appositamente convocato per esaminare il nuovo Statuto della Regione Toscana, recentemente approvato in via definitiva dal Consiglio Regionale; dopo la relazione del Ministro La Loggia, il Consiglio ha deciso all’unanimità di «impugnare dinanzi alla Corte Costituzionale lo Statuto medesimo in quanto sono stati constatati profili di illegittimità costituzionale per talune disposizioni».
Il riferimento è chiaro: tra le norme malviste dall’esecutivo di centrodestra, quella che riconosce la tutela, oltre che alla famiglia fondata sul matrimonio, anche «alle altre forme di convivenza», contenuta nell’articolo 4 del nuovo Statuto toscano. L’impugnazione per sospetta incostituzionalità del testo era stata già paventata alcune settimane fa da esponenti del Governo, ma il presidente della Regione Toscana Claudio Martini l’aveva giudicata immprobabile: «Sul piano istituzionale – aveva commentato Martini – non c’è atto della Regione che può essere interpretato come una tendenza allo smembramento dello Stato o all’accaparramento di competenze dello Stato».
L’ottimismo di Martini è stato però smentito ieri sera, da una risoluzione che da più parti viene definita oscurantista. «Una decisione incomprensibile e assolutamente politica», ha commentato il presidente del Consiglio della Regione Toscana, Riccardo Nencini in un’intervista a ‘la Stampa’. «Sono curioso di vedere come il governo si comporterà con le tre regioni del Nord dove la Lega è determinante – ribadisce Nencini su Repubblica – Il nostro statuto è legato a un impianto federale ma sta dentro l’unità della Repubblica, siamo la Toscana non la Padania».
Riguardo al contestato articolo 4 dello statuto sulle unioni di fatto, interpretato dalla Conferenza episcopale toscana come un’apertura alle coppie gay, il presidente del consiglio regionale si augura che non c’entri: «Noi pensiamo anche alle case famiglia, agli anziani che si mettono insieme per dividere le spese, a varie tipologie di convivenza. E comunque – conclude Nencini – non mi sorprende se per convivenza si intendono anche unioni tra persone dello stesso sesso. Ci sono risoluzioni del Parlamento europeo contro le discriminazioni sessuali in questa materia». E sulle colonne della Stampa, precisa che «la maggior parte delle norme contenute nello statuto della regione Toscana ricalcano i principi dettati dalla Carta di Nizza ed adottati dalla costituzione comunitaria».
E’ duro anche il commento di Alessio De Giorgi, presidente di Arcigay Toscana: «E’ un governo talebano – afferma De Giorgi – quello che in nome di una ideologia familista, che vede come unica forma di convivenza dignitosa, accettabile e riconoscibile dallo Stato quella uomo-donna fondata sul matrimonio, boccia il nuovo Statuto regionale mandando all’aria anni di discorsi sul federalismo e sulla devolution». De Giorgi sottolinea come, confrontato con i partiti di centro-destra in Europa che su questa materia hanno superato posizioni anacronistiche, oppure hanno assunto un atteggiamento neutro, «il centro-destra italiano si è guadagnato oggi il privilegio di essere l’unico in Europa che esplicitamente si pone attivamente contro il riconoscimento delle coppie di fatto. Complimenti: un bel modo di dirsi liberali, federalisti ed europeisti!».
Per il presidente di Arcigay Toscana lancia la proposta di organizzare una manifestazione nazionale a Firenze delle coppie di fatto da convocarsi alla fine di settembre: «urge una mobilitazione non tanto o non solo del movimento gay e lesbico italiano, perché tale decisione, sommata alla sciagurata legge sulla fecondazione assistita, fa fare un passo di venti anni indietro al nostro paese, e non solo alla comunità omosessuale».
Proprio stasera alla Festa de l’Unità di Firenze, nello spazio della Sinistra Giovanile, è previsto un dibattito sulle politiche regionali verso la popolazione omosessuale con Alessio De Giorgi e Paolo Cocchi, capogruppo DS in Consiglio Regionale: sarà un’occasione, ovviamente, per parlare di questa decisione del governo.

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