Coro di no dal Pdl ai diritti alle coppie gay

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Raffica di precisazioni dai falchi Pdl dopo un ottimismo avventato per le parole di Silvio Berlusconi su presunti diritti alle coppie gay. E la Biancofiore tira fuori i...

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Dopo che questa mattina Silvio Berlusconi aveva ribadito la posizione del centrodestra sui diritti lgbt, cioè dare solo diritti individuali cambiando il codice civile, e dopo che era stata scambiata per una apertura alle coppie gay, alcuni esponenti del PDL si sono sentiti in dovere di precisare che non si tratta di nessun cambio di opinione a riguardo.

"Ribadisco il mio no ai matrimoni gay", ha detto la pasdaran berlusconinana Michaela Biancofiore . "Pur rispettando l’apertura del presidente Berlusconi, sono dell’opinione che le unioni gay non siano assolutamente una priorità per gli italiani e che ora sia importante garantire la stabilità economica ai nostri connazionali: la loro necessità è portare a casa il cibo, pranzo con cena". Il discorso è presto virato all’assurdo come spesso accade quando a parlare è la deputata del Pdl. "Chi va con i trans ha seri problemi di posizionamento sessuale. Capisco i trans che si operano, ma non vedo perché si dovrebbe consentire un matrimonio tra un ‘uomo uomo’ e un ‘uomo che vuole sembrare donna e mantiene l’organo maschile’. Lo apprezzerei piuttosto se facesse l`operazione. Questi mix strani mi lasciano perplessa: uno o si sente uomo o donna".

Poteva Carlo Giovanardi tacere? Certo che no. "Già dal mese di settembre insieme ad altri senatori del Pdl ho presentato un disegno di legge intitolato: ‘Contratto di convivenza e solidarietà’, da inserire nel Codice civile, attraverso il quale due persone che vogliono disciplinare aspetti della loro convivenza che riguardano, proprietà, affitti, assistenza, quote disponibili della successione ecc. possono farlo alla presenza di un notaio. Si dà così corso alla raccomandazione della Corte Costituzionale di disciplinare i diritti dei singoli nelle formazioni sociali, che possono essere anche fratello e sorella, due vedove, due vedovi, due religiosi, e ogni forma di convivenza fra due persone che vivono sotto lo stesso tetto non obbligatoriamente legati da un rapporto di natura sessuale".

A ribadire la contrarietà del partito ad aperture di qualunque tipo ci hanno pensato anche altri falchi del PDL: Gaetano Quagliariello, Maurizio Sacconi, Eugenia Roccella e Raffaele Calabrò. "Coloro che, per disattenzione o malafede, parlano di cambio di rotta o di incongruenza con la difesa del matrimonio tra uomo e donna e la famiglia come descritta nella nostra Costituzione – proseguono – saranno facilmente smentiti con la lettura del documento sulle unioni civili che lo scorso mese di agosto registrò l’adesione di più di 150 parlamentari del PdL".

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