Coro gay, interviene la Curia: “Don Nildo ha sbagliato”

di

Mons. Vecchi rompe il silenzio sulla concessione da parte del parroco di San Bartolomeo di una sala prove a Komos: "Avrebbe dovuto chiedere il parere del Vescovo". Montanari:...

1412 0

Nonostante il silenzio iniziale della curia bolognese, che lasciava ben sperare sulla pacifica e rispettosa convivenza in vistra tra la parrocchia di San Bartolomeo e il coro gay Komos, adesso è scoppiata la polemica. Il Vescovo vicario Mons. Vecchi, infatti, ha deciso di far conoscere tutto il suo disappunto a Don Nildo che cone strema naturalezza aveva concesso un locale della parrocchia per le prove del coro adducendo come motivazione un innocentissimo, quanto condivibile, «Se cantano che male fanno?».  

Ma Vecchi non ha voluto sentire ragioni. «Non è nel potere del parroco – ha dichiarato – prendere decisioni del genere, ma serve il parere di un ordinario diocesano e cioè o del vescovo o del vicario. Una scelta di questo tipo ha bisogno di un atto della Curia e a me non risulta che ci sia stata alcuna autorizzazione. Mi fermo qui».

Di questo tipo? Cosa vuol dire? Che per concedere uno spazio ad un coro per le prove un parroco deve chiedere il permesso al vescovo, o che si deve rivolgere ai suoi superiosi solo se il coro in questione è apertamente gay? Il "mi fermo qui" del vicario non consente di rispondere a questa domanda. Certo è che il dubbio resta.

 «Non capisco perché  – ha dichiarato Paolo Montanari, direttore di Komos, riguardo alla richiesta che la curia avrebbe dovuto ricevere dall’ottuagenario parroco prima di concedere loro i locali. Non credo che gli altri cori e associazioni che utilizzano la sala parrochiale abbiano chiesto il parere del vescovo».Montanari è fuori Bologna, adesso. E’ andato a studiare canto gregoriano a Piacenza da dove ha dichiarato: «Appena tornerò gli parlerò. Mi dispiace non poter incontrare di persona monsignor Vecchi, ma la possibilità che ci ha offerto don Nildo fa onore alla Chiesa. Non siamo nemici». E intanto annuncia di voler iniziare, insieme al resto del coro, a studiare le Messe del musicista e monaco bolognese Adriano Banchieri, magari da settembre, magari provandole a San Bartolomeo della Beverara. Dal canto loro, anche gli altri 25 musicisti di Komos vorrebbero riprendere le loro attività dal primo settembre, possibilmente nei locali della parrocchia e, perché no?, di tanto in tanto cantando durante le funzioni.

Leggi   Università licenzia professoressa per un post a sostegno delle persone LGBT
Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...