Corrente progressista dell’ebraismo apre ai rabbini gay

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Sta facendo discutere non poco, specialmente gli ortodossi, al decisione di una nota scuola di ebraismo innovatore di Gerusalemme. Dall'anno prossimo, saranno ammessi studenti e studentesse gay.

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Con una decisione che ha subito destato clamore, un noto centro dell’ebraismo innovatore in Israele (l’Istituto Schechter di Gerusalemme) ha ieri stabilito che dall’anno scolastico prossimo saranno ammessi a intraprendere studi rabbinici studenti omosessuali e studentesse lesbiche. Questa corrente, animata da uno spirito di modernizzazione, ha forte peso nell’ebraismo negli Usa mentre in Israele rappresenta una ridotta minoranza. Eppure la decisione, che è stata adottata con 17 voti a favore e una astensione, ha avuto egualmente vasta eco a Gerusalemme, dove l’establishment rabbinico ortodosso continua a vedere la omosessualità come un fenomeno "ripugnante" che va combattuto e si oppone con eguale determinazione alla nomina di rabbini di sesso femminile.

Il quotidiano Haaretz, che riferisce di questi sviluppi sulla prima pagina, precisa che ieri gli innovatori in Israele si sono di fatto allineati con scelte fatte già anni fa dai loro compagni di fede negli Stati Uniti. Le due correnti, aggiunge, si erano trovate sull’orlo di una scissione, che viene adesso ricucita. "Si tratta di un sviluppo molto importante per la ‘halacha’ (la ortodossia, ndr) – ha detto al giornale il rabbino Mauricio Belter, presidente del Consiglio dei rabbini innovatori in Israele -. Tutti siamo stati creati ad immagine e somiglianza del Signore, dunque tutti siamo eguali". Sulla stampa religiosa si prevede che con questa nuova impostazione si allargherà ulteriormente in Israele il divario fra gli ebrei innovatori e il rabbinato di Gerusalemme, che è di ispirazione ortodossa.

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