Dà del prostituto al Papa: assolto, il fatto non sussiste

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Mario Dumini, detto l'Eremita, è stato assolto dal reato di offesa alla religione e ingiuria. In un cartello appeso ai Fori Imperiali aveva dato del prostituto a Ratzinger.

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Il giudice si è pronunciato oggi ed ha emesso una sentenza di assoluzione nei confronti di Mario Dumini, o come lo chiamano tutti, l’Eremita, che aveva dato del prostituto al Papa in alcuni cartelli affissi per strada a Roma.

L’anziano signore, che si è guadagnato l’appellativo di Eremita per via del fatto che vive in una grotta arredata con mobili recuperati dalla discarica, silava in un ruscello e mangia frutta e verdura, è anticlericale ed ha svolto per tanti anni una lunga attività di volontariato nel carcere dove è venuto a contatto, oltre che con i detenuti, anche con i secondini e il cappellano.

E nella sua "incursione" romana del 29 ottobre del 2007 ha esposto in alcuni cartelli le sue idee sul ruolo dei cappellani nel carcere e, soprattutto, del Papa nella Chiesa. Uno strumento di comunicazione molto particolare ma, a quanto pare, abbastanza efficace. In uno di questi cartelli, Dumini aveva scritto:

"Che dire di un ‘religioso’ come il Papa, che usando l’8 per mille pretende dallo Stato soldi che sono sporchi per il religioso, soldi che essendo delle tasse, dovrebbero andare solo a Cesare? (Vedi Matteo 22,21). Cosa credete che il Papa dia in cambio per farsi proteggere da Cesare? Se il Papa non è un ladro, è sicuramente un prostituto; ma non come quelle che operano a proprio rischio. Quelle sono delle sante a suo confronto!".

Fermato dalle autorità, era stato denunciato per "Offesa al culto religioso mediante offesa di persone" e i suoi cartelli sequestrati. Nella denuncia si leggeva che i cartelli offendono "l’onore e il prestigio della polizia penitenziaria" e contengono "frasi di offesa e vilipendio nei confronti della Chiesa Cattolica e contro il de cuius papa Wojtyla e l’attuale sommo pontefice papa Benedetto XVI" in violazione della legge sui reati d’opinione.

Nell’udienza che si è tenuta ieri il PM aveva chiesto la derubricazione del reato che da offesa alla religione era diventata semplicemente inguria, reato per il quale si procede solo in caso di querela della parte offesa. Il papa, però, non ha mai denunciato, per questo, alla fine, il PM ha chiesto l’assoluzione. A favore dell’Eremita aveva testimoniato anche il consigliere del Municipio 1 di Roma Mario Staderini dei Radicali che ha seguito il caso fin dall’inizio. Ed è proprio Staderini a far sapere, tramite il suo profilo Twitter che, dopo una lunga camera di consiglio, l’Eremita è stato assolto perché il fatto non sussiste.

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