DA ULRICHS, LA STORIA GAY

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Uno dei primi attivisti gay del mondo morì a L'Aquila nel 1895. Gli studiosi queer italiani lo ricordano con una cerimonia presso la sua tomba. Perché? Ce lo...

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SALERNO – Un “pellegrinaggio” singolare si ripete ogni anno al cimitero dell’Aquila e, quest’anno, l’appuntamento è fissato per domenica 24 agosto alle ore 12.00: si tratta della commemorazione di Karl Heinrich Ulrichs (Hannover 28 agosto 1825 – L’Aquila 14 luglio 1895). È Massimo Consoli a lanciare l’appello “importante per tutti i gruppi, i circoli, le associazioni ed i singoli individui della nostra comunità varia”.

Primo autore ad affrontare in dodici libri l’argomento omosessualità, considerato dalla comunità omosessuale come il “primo attivista gay”, il “nonno” e “padre fondatore del movimento di liberazione omosessuale”, Ulrichs fu l’ideatore di un concetto al tempo rivoluzionario: anima muliebris virili corpore inclusa “anima femminile rinchiusa in un corpo maschile”; scrisse dell’esistenza di un “terzo sesso” e coniò con il termine “urningo” ciò che oggi intendiamo con la parola “gay”.

Scrive Giovanni Dall’Orto nel suo sito personale: “Anni fa Enzo Cucco del Fuori! di Torino si mise alla ricerca di tracce di Ulrichs all’Aquila. Riuscì anche a trovare gli eredi di Persichetti, ma solo per scoprire che l’incendio del 1893 non aveva risparmiato assolutamente nulla dei libri e dei manoscritti che sperava di rintracciare (ma alcune carte e foto su di lui furono viste in mano a Persichetti nel 1909 da Hirschfeld: quindi qualcosa potrebbe essersi salvato). Cucco andò comunque a cercare la tomba di Ulrichs e la trovò, inaspettatamente, accanto a quella di Persichetti. Per riconoscerla dovette però, come mi ha raccontato, togliere il muschio e i detriti che avevano cancellato l’epigrafe latina. A seguito della scoperta fu lanciata una sottoscrizione per restaurare la tomba di Ulrichs: l’appello apparve sul numero 3 (primavera-estate 1986) della rivista ‘Sodoma’, ma cadde nel vuoto”.

Era il 28 agosto 1988, quando Massimo Consoli, seguendo le indicazioni di Michael Lombardi, Paul Nash e Hubert Kennedy, riscopriva la tomba del grande latinista tedesco abbandonata nel cimitero dell’Aquila. Nacque “il caso Ulrichs” con l’iniziativa, promossa dallo stesso Consoli, “una tomba per Ulrichs”.

Dal 1988, Consoli ha creato una tradizione: “La nostra comunità – commenta Massimo Consoli – ha bisogno di riti e miti, di tradizioni che la tengano unita e compatta, anche se ogni giorno di piu appare composta da una pluralità di persone con idee, aspirazioni, traguardi diversi ma pur sempre legate da relazioni e vincoli comuni. La comunità italiana manca di radici. Sto cercando di riscoprirle e di inserirle nella loro prospettiva storica, rivalutando quei personaggi che hanno avuto una certa importanza nella nostra storia e che, per la crudezza dei tempi nei quali si sono trovati a vivere, erano quasi scomparsi dalla memoria. Soprattutto, sto cercando di far capire che il nostro movimento nasce in Europa, e non in America, come sembra credere ogni e qualunque militante dei giorni nostri. Non è giusto attribuire ad altri i nostri meriti. Sto cercando di far sapere che il personaggio più importante di tutti, in assoluto, è sepolto nel nostro Paese, e noi abbiamo il dovere di sentirci investiti della missione di preservarne il ricordo. Sto cercando, da anni, di creare questo spirito comunitario, questo senso di appartenenza ad un gruppo a sua volta perfettamente integrato al resto della società, e penso che proposte del genere possano raggiungere lo scopo. Il pellegrinaggio si è trasformato, nel tempo, in una iniziativa interessante e divertente, un’occasione straordinaria per passare una giornata veramente diversa. Non credo che la commemorazione di qualcuno che ci ha preceduto nella lotta per l’esistenza debba essere qualcosa di lugubre, funereo. Al contrario, si deve presentare come una celebrazione della sua vitalità, della sua energia, del suo spirito. Sono orgoglioso del titolo che mi hanno attribuito due degli studiosi di Ulrichs, Lombardi e Nash, di custode della sua tomba”.

Ulteriori informazioni

Ulrichs non era mai stato tradotto nel nostro paese. Le sue prime opere pubblicate in italiano sono le seguenti:
1. “Vindex” (Ompo, suppl. N° 219, Dicembre 2000, traduzione di Massimo Consoli)
2. “Gladius Furens” (Croce Ed., Marzo 2002, traduzione di Massimo Consoli)
3. “Manor” (Guidemagazine, Luglio 2002, traduzione e presentazione di Massimo Consoli)
4. “Regole per una Unione degli Urninghi” (Ompo 232, luglio 2002, traduzione di Massimo Consoli)
5. “Johann Diederich Sarnighausen e Karl Heinrich Ulrichs. Due Urninghi” (di Wolfgang Böker e Jochen Engling, Ompo N° 235, ottobre 2002, traduzione di Massimo Consoli)
6. “In Memoriam di Karl Heinrich Ulrichs” di Niccolo’ Persichetti (Rome Gay News N° 202, suppl., 15 agosto 1998, a cura di Massimo Consoli)

Siti web correlati:
· http://digilander.libero.it/giovannidallorto/biografie/ulrichs/ulrichs.html
· http://digilander.libero.it/giovannidallorto/cultura/checcabolario/urningo.html
· http://www.angelfire.com/fl3/uraniamanuscripts/lapide.html
· http://www.angelfire.com/fl3/celebration2000/it.html
· http://www.gayroma.it/iniziative/in-7ottobre2002.asp
· http://www.gayroma.it/iniziative/in-8luglio2002.asp
· http://www.clubclassic.net/pride/078.html

Gli scritti pubblicati in questo articolo sono stati gentilmente concessi da Giovanni Dall’Orto e Massimo Consoli all’autore che ringrazia per la preziosa collaborazione. Le foto di Dall’Orto e Consoli sono di Pasquale Quaranta.

di Pasquale Quaranta

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