Dal Pdl coro di sì alla proposta Galan, ma dal Pd…

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Laura Ravetto e Gabriella Giammanco, entrambe Pdl, si dicono favorevoli alla proposta dell'ex governatore veneto sulle coppie gay. Contrario Giovanardi e Sacconi, ma con loro anche alcune voci...

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Galan con Berlusconi

Galan con Berlusconi

Ha scatenato un fiume di reazioni la proposa di legge annunciata dal senatore del Pdl Giancarlo Galan che, dopo le dichiarazioni dell’ex ministro Bondi, anch’egli Pdl, che apre al riconoscimento delle unioni di fatto, anche gay. Ma proprio sulla scia di Fioroni (Pd) che si è detto contrario, a rendere il percorso più difficile sempre essere proprio il partito del presidente del Consiglio.
“Sottoscrivo la proposta di legge Galan sulle unioni civili e ne proporrò l’estensione di applicabilità a ogni forma di convivenza” scrive in una nota Laura Ravetto, responsabile propaganda del partito di Berlusconi.
Le fa eco un’altra donna azzurra, la deputata Gabriella Giammanco (in foto accanto al titolo). “Condivido e sottoscrivo la proposta di legge del collega Galan – dichiara l’onorevole che si spinge ancora oltre -. Mi auguro che anche sulla questione delle adozioni, in Parlamento possa aprirsi un dibattito libero e non ideologico, considerando come unico faro guida la necessità di assicurare tutte le garanzie e le tutele a favore del benessere del bambino. L’Italia è un Paese civile, moderno e, finalmente, maturo per riconoscere pieni diritti alle unioni civili, anche a quelle tra persone dello stesso sesso”.
Soddisfatto Galan che fa sapere di essere pronto a “provarci anche con Berlusconi, perché da parte sua non ho mai sentito una parola contraria contro la parificazione dei diritti”.

Laura Ravetto

Laura Ravetto

“Nel disegno di legge si parla di coppie omo-affettive, non ho voluto introdurre la parola matrimonio – spiega Galan – perché si investono certe ritualità e sacralità che possono ferire qualcuno. Mi interessano i diritti e liì ci sono tutti”. “Tranne un tema deliberatamente lasciato fuori – sottolinea – quello delle adozioni alle quali, non mi vergogno a a dirlo, sono favorevole. Ma non l’ho messo nel testo perché il capitolo della adozioni in Italia va preso e rifatto”.
Entusiasta anche il commento di GayLib. “Il senatore Galan ha seguito il percorso che noi di GayLib indichiamo da cinque anni – si legge in una nota firmata dal presidente Enrico Oliari -. Ora dovremo parlarne direttamente col presidente Berlusconi e poi volare in Parlamento ad approvarle con la maggioranza che stavolta c’è senza alcun dubbio”.
“Una proposta di legge siffatta – aggiunge il segretario politico Daniele Priori – non dovrebbe trovare ostacoli in Parlamento. Da Sel al M5S, al Pd ai liberali del Pdl che se, come sembra, avranno il sostegno del presidente Berlusconi potrebbero scoprirsi molto più numerosi. Approviamola e avviciniamo finalmente l’Italia all’Europa“.

Giovanardi con Bondi

Giovanardi con Bondi

Di segno completamente opposto, per quanto ad alcuni possa apparire paradossale, le reazioni che giungono dal Pd. Dopo Fioroni, infatti, che ha sottolineato il suo no a matrimoni e adozioni, arrivano anche le dichiarazioni di un altro esponente del partito di Letta, Edoardo Patriarca, componente della Commissione Affari Europei. “Discutiamo pure di unioni civili, apriamo un confronto su questo tema, ma no al matrimonio gay – dice categorico Patriarca -. Andiamo a vedere che cosa dice la proposta di Galan. Ma mettiamo dei punti fermi, ricordando che la parola matrimonio è riservata ad un’unione tra uomo e donna, aperta quindi alla genitorialità. Le garanzie – conclude – ci possono essere per tutti, ma senza andare contro la nostra Costituzione”.
Contrario alla proposta Galan è anche, ma questo non stupisce nessuno, Carlo Giovanardi che intervistato oggi durante la trasmissione radiofonica “Un giorno da pecora” ha precisato di avere fatto anche lui una proposta, durante la scorsa legislatura che “non confonde matrimoni con diritti sacrosanti delle persone gay”. In realtà vale la pena ricordare che la proposta di legge di Giovanardi , rimasta lettera morta al Senato lo scorso novembre, prevede né più né meno della sottoscrizione di un contratto prettamente economico davanti ad un notaio. Molto lontano perfino dalle forme più blande di riconoscimento delle unioni civili.

Edoardo Patriarca

Edoardo Patriarca

Apprezzamento arriva dal presidente nazionale di Arcigay Flavio Romani che giudica “positive” le intenzioni di Galan, anche se “non raggiunge evidentemente quel minimo comun denominatore di diritti e doveri che chiediamo, e che sta nella banalissimo accesso agli omosessuali al matrimonio civile”. “Vorremmo che i numerosi progetti di legge già presentati alla Camera e al Senato – conclude Romani – fossero rapidamente discussi in commissione e avessero una corsia preferenziale per arrivare al voto in aula”.
Ha auspicato, infine, un chiarimento tra i parlamentari del Pdl proprio sul tema delle unioni gay, il capogruppo al Senato Renato brunetta, proposta accolta favorevolmente da Maurizio Sacconi che auspica una discussione nel solco dei neoconservatorismo che si rifaccia “nel nome dell’esperienza e della tradizione” a temi quali “l’accoglienza della nuova vita, al rifiuto di ogni manipolazione di essa che prescinda dagli elementi naturali della coppia genitoriale, alla prevalenza dei diritti dei minori sui desideri degli adulti, al sostegno pubblicistico del solo istituto matrimoniale naturale, alla tutela della vita in ogni condizione di fragilità fisica o psichica”. Tra le righe si parla di contrarietà all’aborto, alle adozioni gay, alla fecondazione eterologa e al matrimonio gay.

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