DALLA PARTE DEI GAY

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Il ministro Prestigiacomo condanna i manifesti antigay di Forza Nuova a Padova, e annuncia la creazione di un gruppo di studio su sessualità e discriminazione.

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ROMA. Stefania Prestigiacomo esiste e lotta con noi. Il ministro della Pari Opportunità si è finalmente schierata dalla parte dei gay e contro Forza Nuova durante il question time alla Camera, riferendosi alla diffusione dei manifesti razzisti della destra estrema al Gay Pride di Padova. Non solo: il ministro ha anche annunciato la creazione, presso il ministero, di un gruppo di studio su sessualità e discriminazione, e di un ufficio "’ad hoc’ per il controllo e la garanzia della parità di trattamento", che svolga attività di promozione dell’uguaglianza, e di rimozione delle discriminazioni relativamente alla razza e all’origine etnica. Ed è un segnale molto importante che l’istituzione di questo ‘ufficio’ sia stata annunciata dal ministro Prestigiacomo proprio rispondendo a un’interrogazione della parlamentare di Rifondazione comunista Elettra Deiana, che chiedeva al Governo di prendere posizione relativamente all’intolleranza dimostrata con la diffusione di manifesti razzisti da parte di Forza Nuova durante il Gay Pride di Padova dell’8 giugno.

Quando Elettra Deiana ha chiesto quali iniziative il governo intendesse mettere in campo per la diffusione di una cultura di tolleranza, il ministro Prestigiacomo (foto) ha condannato ogni forma di discriminazione. "L’iniziativa dei manifesti di Forza Nuova – ha detto Prestigiacomo senza esitazioni – è da condannare. Si associano infatti i temi della pedofilia alla condizione dell’omosessualità e delle relazioni sentimentali tra persone con diverso colore della pelle, lanciando così un messaggio fuorviante, discriminatorio e razzista". La posizione del governo di fronte a simili iniziative, ha aggiunto, "non può che essere di condanna e, interpellata la Prefettura di Padova, è stata confermata la rimozione dei manifesti. La nostra Costituzione – ha quindi ricordato il ministro – tutela ampiamente la libertà, l’integrità e la dignità delle persone e sancisce il principio di uguaglianza, vietando forme di discriminazione fondate sul colore della pelle e le tendenze sessuali, così come fanno gli strumenti del diritto internazionale comunitario".

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