DANZA E SPERANZA: BILL T. JONES A BOLOGNA

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Dal 5 al 13 maggio all'arena del sole di Bologna, la prima mondiale di 'You Walk?', nuovo spettacolo del grande coreografo Bill T. Jones. L'artista americano, nero, gay...

In prima mondiale il coreografo Bill T. Jones regala a Bologna, capitale europea della cultura per il Duemila, il suo spettacolo “You Walk?”, all’arena del sole dal 5 al 13 maggio. Americano e nero, artista estremo e trasgressivo, rappresentante Bill T.Jones proviene da un passato di povertà ed emarginazione nel depresso Sud degli States. Per lui, la danza moderna è stata un paio d’ali, probabilmente: determinante fu l’incontro con Arnie Zane, amico di Warhol e di Keith Haring, e come quest’ultimo morto di Aids. Fu con Zane che Jones fondò la compagnia di danza con cui tuttora gira il mondo: insieme, furono la coppia più libertaria e rappresentativa della New York gay di allora. La loro era danza metropolitana calda e sofisticata, a tratti paradossale, disperata ma composta. Quando Zane morì e Jones si scoprì sieropositivo, la sua arte e la sua personalità virarono verso una spiritualità più accesa e nel contempo lieve, sempre disciplinata da una tecnica rigorosa, e resa più forte dall’impegno sociale.

“You Walk?” tratta un tema assai interessante: una danza nella cultura latina, nel suo diffondersi in tutto il Nuovo Mondo, l’America, con le sue forti tinte politiche ma soprattutto poetiche. Dieci danzatori intraprendono un viaggio metaforico di incontro-scontro fra culture, attraverso la musica e la danza. I risultati sono talvolta stridenti: Africa e Spagna, Medioevo e danze tribali, Fado portoghese e canti dei prigionieri texani, canti gregoriani e brasiliani si inseguono e si mischiano. Ma al centro, elemento unificante, campeggia “l’opera di sant’Ignazio” di Domenico Zipoli, il musicista che tra seicento e Settecento fu missionario in Amazzonia e compose quest’opera per gli indios Chiquito. Come dire: la vera conquista dei popoli avviene fra popoli, nel connubio culturale che sposa le razze e rispetta le usanze, per un arricchimento globale dal quale, è sempre stato così, germoglia il seme del futuro.

Il titolo, “You walk?”, lo ha spiegato lo stesso Bill T.Jones in un’intervista: “E’ un verso del poema Omeros, del premio Nobel caraibico Derek Walcott: un pescatore sogna di raggiungere il villaggio nativo camminando sul fondo dell’oceano. Il giorno dopo gli chiedono: dove sei stato? In Africa, dice lui. E loro: come ci sei andato? Camminando?” Ecco ciò che Bill T.Jones mette in scena: l’impossibilità di raggiungere il proprio luogo d’origine, esteriore ma anche interiore; il senso di spaesamento e la nostalgia; e infine qualcosa che nasce da qualcosa che muore e diventa, lentamente e finalmente, un nuovo mondo.

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