Definì gay il rivale d’amore; condannato

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Ancona. Un imprenditore aveva chiesto l'affidamento dei figli affermando che il nuovo compagno della moglie fosse omosessuale. Denunciato per diffamazione, è stato condannato.

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E’ stato condannato a pagare una multa di 200 euro e a risarcire la parte offesa con 1.500 euro l’imprenditore di Osimo che aveva scritto in un atto giudiziario in sede di affidamento dei suoi due figli che il nuovoo compagno della moglie era omosessuale.

La condanna è stata inflitta dal giudice monocratico Alberto Pallucchini, in margine al processo di separazione e affidamento dei figli che vede coinvolti oltre all’imprenditore e la moglie, anche il nuovo compagno di questa; quest’ultimo aveva denunciato l’uomo per diffamazione, dopo che questi aveva fatto illazioni sulla sua vita sessuale.

Nel processo si erano confrontate due tesi contrapposte. La difesa, rappresentata dall’avvocato Monica Clementi dello studio Magistrelli, aveva sostenuto la completa legittimità dell’operato del suo cliente il quale aveva «solo informato il giudice tutelare su presunti pericoli che la supposta frequentazione di un ambiente omosex avrebbe rappresentato per l’educazione dei suoi figli». Il difensore aveva sottolineato anche l’assenza dell’elemento psicologico del reato: la volontà di Marinelli non era quella di diffamare, ma un mero intento di tutelare i due bambini nel momento e nel luogo dove si decideva il loro futuro.

Lo stesso imputato ha ribadito in aula questo concetto, ripetendo che rifarebbe quanto ha fatto se servisse a proteggere i suoi figli.

Il nuovo compagno della donna, U. S., di 41 anni, costituitosi parte civile con l’avvocato Riccardo Leonardi, aveva invece sostenuto non solo di non essere gay ma che il comportamento di Marinelli era in realtà determinato dalla volontà di infangarlo. Le affermazioni dell’imputato, aveva detto Leonardi, sarebbero state dettate esclusivamente dalla gelosia nei confronti della ex moglie, una donna jugoslava di 35 anni. Luogo delle presunte tresche omosessuali sarebbe stato, secondo l’imputato, la spiaggia di Portonovo dove la nuova fiamma della sua ex moglie avrebbe avuto una relazione sentimentale con un noto abituè gay. Relazione che è stata smentita dalla parte offesa.

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