Delitto di Torino: arrestati gli assassini

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Si tratta di Tarik Zatar, 20 anni, muratore maghrebino abitante a Mathi, da 15 anni in Italia, con precedenti per furto e spaccio di stupefacenti, e suo cugino...

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TORINO – Sono stati arrestati i due assassini dell’operaio di Balangero Sergio Susbenso. Si tratta di Tarik Zatar, 20 anni, muratore maghrebino abitante a Mathi, da 15 anni in Italia, con precedenti per furto e spaccio di stupefacenti, e suo cugino Youness Z., 17 anni, metalmeccanico. Il fratello di Tarik, Mohammed, che due anni fa era stato schedato dai carabinieri mentre era in compagnia della vittima, è stato scagionato grazie a un alibi di ferro: è già in carcere per rapina, lo stesso movente dei due killer.
I giovani sono stati inchiodati dalle telecamere del centro commerciale La Rinascente di Via Lagrange che alle 16.12 di giovedì 5 febbraio, un giorno dopo l’omicidio, li hanno ripresi a bordo della Lybra station wagon della vittima mentre escono dal parcheggio. I due, incuranti del rischio, avevano appena speso 140 euro, il magro bottino della rapina a Susbenso, in due felpe e in un paio di occhiali in due negozi, uno all’interno e un altro all’esterno della Rinascente. Nel pomeriggio di venerdì venderanno il cellulare Nokia di Susbenso per 50 euro in un bar di Mathi.
L’operaio, prima di morire per quattro coltellate all’addome, aveva tentato di difendersi dai due aggressori a pugni: l’autopsia ha trovato le nocche delle dita completamente tumefatte. La vittima aveva passato la serata di mercoledì 4 febbraio al Caffè Leri di Torino dove era arrivato verso le 22. Tornando a casa, alle 2.10 aveva chiamato con il cellulare uno degli assassini, Tarik, forse per un fugace incontro sessuale. L’appuntamento è a Mathi tre quarti d’ora dopo, dove l’operaio viene aggredito e ucciso. Non è ancora chiaro chi avesse in mano il coltello. I due sperano di trovare molti soldi nel portafoglio del carrellista. Quando viene caricato nel bagagliaio della sua auto è ancora agonizzante. Nell’auto abbandonata solo venerdì mattina tra le 7 e le 9 in un vicolo di Villanova Canavese gli inquirenti troveranno lo scontrino dell’acquisto al centro commerciale e una busta di plastica col nome di un negozio adiacente.
La madre di Susbenso non ha voluto lasciare alcuna dichiarazione affermando soltanto che “i giornali hanno detto tante bugie” sul conto del figlio.

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