Delitto di Torino: c’è un sospettato

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Svolta nelle indagini per l'omicidio di Sergio Susbenso, l'operaio gay quarantenne il cui cadavere è stato trovato in un fosso all'ingresso del parco La Mandria di Venaria.

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TORINO – Svolta nelle indagini per l’omicidio di Sergio Susbenso, l’operaio gay quarantenne il cui cadavere è stato trovato in un fosso all’ingresso del parco La Mandria di Venaria. Il sospettato numero uno sarebbe un tossicodipendente pregiudicato, noto per i suoi atteggimenti violenti, che vive in un paese del Basso Canavese e il cui nome è coperto da stretto riserbo. Conosceva bene il Susbenso e lo avrebbe ucciso per un debito mai pagato. Sarebbe implicato anche un complice che lo avrebbe aiutato a trasportare il cadavere. Gli inquirenti escluderebbero quindi la pista passionale. I due sospettati sarebbero tra le quindici persone (fra cui due minorenni) che sono stati interrogati negli ultimi due giorni. Sono stati sentiti anche vari frequentatori del Bar Leri di Corso Vittorio Emanuele dove si vedeva spesso la vittima. A confermare il movente dei soldi sarebbe l’alto tenore di vita del Susbenso che, guarito da un tumore, non voleva più fare rinunce, aveva acquistato due auto in due anni (una Focus e una Lybra) e vestiva sempre capi griffati. Fondamentali per l’identificazione del colpevole sarebbero due impronte digitali lasciate sullo specchietto retrovisore della Lybra e sulla carrozzeria nonché uno scontrino fiscale di un bar emesso dopo la morte di Susbenso.
Ieri si sono svolti i funerali nella chiesa di Chiaves a Monastero Lanzo. Molta folla intorno ai parenti, gli amici e numerosi militari in borghese.

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