Di Pietro: “Pd e Pdl come due maschi a letto”, poi si scusa

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"Una battuta infelice" così l'ha definita il responsabile per i diritti civili dell'Idv Franco Grillini dopo la richiesta da parte di Arcigay di chiarimenti e di un incontro...

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Il momento politico ed economico che l’Italia sta attraversando non è dei più facili e si vivono momenti convulsi fatti di dichiarazioni di questo o quel leader di partito su quale possa essere il futuro immediato del governo, del parlamento e del Paese intero.

Intervistato questa mattina da Maurizio Belpietro su Canale 5 il leader dell’Italia dei Valori Antonio di Pietro, che da giorni fa sapere che non è disposto a votare la fiducia ad un cosiddetto governo tecnico subito dopo le dimissioni di Berlusconi, ha usato una metafora omofoba per spiegare la sua posizione.

«Io credo che il Pd, dopo un mese, due mesi che avrà appoggiato questo governo da una parte – a detto Di Pietro al telefono con il direttore di Libero -, e il Pdl dall’altra entambi si accorgeranno che non possono stare insieme perché due maschi nella stessa camera da letto non fanno figli».

La cosa non è passata inosservata, tanto più che oltre che in collegamento su Canale 5, Di Pietro ha usato la stessa espressione nel salotto di Bruno Vespa durante la puntata di Porta a Porta andata in onda ieri sera, ed ha suscitato la reazione di Arcigay che, in mattinata ha diffuso un comunicato.

«Penso che sia davvero molto preoccupante  l’affermazione di Di Pietro – dichiara Paolo Patanè Presidente nazionale di Arcigay, perché allunga un’ombra sul suo pensiero profondo: il presidente Idv, infatti, paragona una situazione brutta e pasticciata alla dimensione intima, solidale ed affettiva che due persone dello stesso sesso hanno il diritto, come tutti, di vedersi riconosciuta dal Legislatore. Su questi temi non è possibile sbagliare. Che cosa avremmo detto se qualcuno avesse pubblicamente dato un’accezione negativa al matrimonio tra un bianco o un nero, ovvero tra un ebreo ed un cattolico?».

Nel comunicato diffuso oggi, Arcigay auspica qualcosa in più diun semplice chiarimento e nessun ricorso "all’incidente di espressione".

«Il linguaggio – si legge nella nota – è il punto di partenza per includere ovvero escludere e discriminare le persone».

«Chiediamo un incontro urgente con Di Pietro – conclude Paolo Patanè – a chiarimento di questa vicenda e delle implicazioni politiche che vi sono sottese, e a chiarimento degli impegni che IDV intende assumersi a livello di programma rispetto ai diritti delle persone e delle coppie lgbt». Ad Arcigay si associa il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli che tramite la sua presidente, Rossana Praitano sottolinea che questo non è il primo episodio di cui Di Pietro è protagonista e nel qualche «sfuggano dalla bocca parole che amareggiano la comunità glbt».. «Crediamo che Di Pietro debba scusarsi con tanti cittadini gay, lesbiche e trans per sue parole inappropriate – conclude Praitano – che non possiamo giustificare in nessun modo, nonostante le boutades folcloristiche  dipietriste».

E la risposta di Di Pietro non tarda ad arrivare per bocca del responsabile del dipartimento diritti civili e associazionismo dell’Italia dei Valori Franco Grillini, presidente di GayNet e presidente onorario di Arcigay, portavoce dei diritti lgbt al’interno del suo partito. «Una battuta, sicuramente infelice, quella del presidente Antonio Di Pietro, durante una trasmissione televisiva, sta sollevando un inutile vespaio, perché l’impegno dell`Italia dei Valori, sul terreno dei diritti civili e delle libertà individuali, è fuori discussione – dichiara Grillini -. Prova ne è il fatto che è stata l’IdV a volere la ricalendarizzazione della legge Mancino contro l’omofobia in Commissione giustizia dove attualmente è in discussione. Ed é sempre il presidente Di Pietro il primo firmatario della legge sui patti civili di solidarietà. Questo impegno mi è stato ribadito direttamente da Di Pietro nel corso di un colloquio telefonico di chiarimento durante il quale mi ha spiegato che è "profondamente dispiaciuto" per l’equivoco, assolutamente involontario, prodotto dalla concitazione nel corso della discussione televisiva e si scusa con la comunità LGBT. Ha ribadito inoltre di voler incontrare al più presto l’Arcigay».

A quella di Grillini fa seguito la dichiarazione della deputata del Pd Paola Concia, soddisfatta delle scuse di Di Pietro. «Vorrei però fargli notare simpaticamente – commenta l’onorevole – che anche il patto di Vasto (quello tra Pd, IdV e Sinistra Ecologia e libertà, ndr) potrebbe essere considerato un’unione omoafettiva, dato che i segretari dei tre partiti del centro sinistra sono tutti maschi».

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«La politica – conclude Concia – deve smettere una volta per tutte di fare battute che offrono una rappresentazione denigratoria degli amori fra omosessuali, che ci riportano indietro di decenni. Noi omosessuali italiani, francamente, non ne possiamo più».

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