DILIBERTO PUNTA AL MATRIMONIO GAY

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I Comunisti Italiani presentano le loro proposte per il programma politico dell'Unione. E includono le nozze omosex. "Con Prodi medieremo". E la Bellillo: "Basta discriminazioni!".

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ROMA – E’ Diliberto lo “Zapatero” italiano? E’ lui che, a nome del suo partito, ha annunciato che il Pdci si presenterà al “cantiere” per l’elaborazione programmatica de ‘l’Unione‘ proponendo, tra l’altro, l’introduzione in Italia del ‘matrimonio gay‘. L’annuncio è stato dato da Oliviero Diliberto e da Katia Bellillo in occasione della presentazione di numerose proposte che hanno a fondamento il rispetto dell’uguaglianza tra cittadini, un diritto tutelato dalla Costituzione che non può e non deve avere deroghe quando ad essere discriminati sono i gusti sessuali. Il fatto che il leader del centrosinistra, Romano Prodi, si sia schierato già contro i ‘matrimoni gay‘ non preoccupa Diliberto anche perchè la proposta vuol essere una spinta alla coalizione perché elabori un programma di modernizzazione ma «da sinistra».
«Con Prodi e con un pezzo del centrosinistra – spiega – abbiamo differenti valutazioni su molte questioni, questo è naturale perchè altrimenti saremmo nello stesso partito. La situazione si fa più complessa su temi delicatissimi come questo ma noi non vogliamo rinunciare a sostenere una posizione molto avanzata». Poi «il punto sarà quello di trovare una mediazione, una sintesi… sappiamo che su questo dentro la Margherita e l’Udeur ci sono opinioni diverse per questo occorre andare al confronto» come è già successo, ad esempio, sulla guerra in Iraq, la legge 30 e gli aiuti alla scuola privata.
Poi annunciando per il 5 marzo prossimo «una giornata di lavoro dal titolo ‘governare la modernità da sinistra‘», Diliberto sottolinea la necessità per la coalizione di non appiattirsi su posizioni moderate. «Dai tempi di Craxi – ricorda – il termine modernità è stato impiegato con un senso distorto diventato retrivo perchè ora quando si parla di modernità si intende calcellare diritti». Nel riconoscere «i passi avanti significativi» fatti dalla Margherita su molte questioni sociali, il segretario comunista non molla sulla necessità di continuare a ‘tirare’ a sinistra la coalizione. «Dobbiamo declinare l’articolo 3 della Costituzione – scandisce riferendosi alla tutela dell’uguaglianza – in forma moderna, si tratta di aggiornare i diritti anche a partire dai differenti orientamenti sessuali» anche perchè ora rappresentano «uno dei tasselli fondamentali della difesa della laicità dello Stato che è drammaticamente messa in discussione». Detta con le parole della Belillo «gay, lesbiche, omosessuali, transessuali sono persone che non devono subire discriminazioni e devono poter contare su gli stessi diritti e lo stesso trattamento pubblico garantito agli eterosessuali».
«Siamo l’unico partito del centrosinistra che parla chiaramente di matrimonio gay – sottolinea la Bellillo – così come siamo stati il primo partito ad avere avuto un sindaco, quello di Gela, da sempre dichiaratosi omosessuale… Questo per dire cosa? Che il nostro ‘pedigree’ in questo senso non ha ombre, questo è un tema che ci sta a cuore da sempre».

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