Dirigente gay getta scompiglio in azienda omofoba

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Un'importante fabbrica di birra americana, famosa per il suo sostegno ai movimenti anti-gay, è stata messa in imbarazzo dal figlio gay del direttore.

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La Coors, una dinastia americana della birra cha ha sempre difeso i valori della famiglia e sostenuto i gruppi anti-gay, è stata gettata nello scompiglio da un direttore che si è dicharato omosessuale.
La Coors è diventata la terza maggiore produttrice di birra in America, proponendosi con un’immagine pulita, tutta americana. Una persona della compagnia, però, la pensa diversamente.
Scott Coors, 33 anni, il figlio gay del presidente della compagnia William Coors, ha suscitato mormorii nell’azienda cercando di pubblicare sulla stampa gay una campagna che ritraeva una coppia omosessuale con un pacco da sei lattine di Coors Light a un picnic. Le principali pubblicazioni gay americane, comunque, hanno rifiutato la campagna, citando come giustificazione la storia omofobica della compagnia, secondo quanto riportato dall’Observer.

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