Diritti LGBT, Strasburgo condanna ancora l’Italia

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Non è la prima volta: l'Italia sta ancora pagando il suo ritardo legislativo.

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Strasburgo condanna ancora una volta l’Italia sul tema del riconoscimento dei diritti LGBT.

Il mancato riconoscimento legale in Italia delle unioni tra coppie dello stesso sesso che avevano contratto matrimonio all’estero ha violato il loro diritto al rispetto della vita privata e familiare. A stabilirlo nelle scorse ore la Corte Europea dei Diritti Umani, che ha condannato l’Italia al risarcimento di tutti i dodici ricorrenti: cinquemila euro per danni morali.

L’Italia, sentenziano i giudici, ha violato i diritti delle sei coppie perché prima del 2016 (quando cioè è entrata in vigore la legge sulle unioni civili) la legislazione non tutelava né riconosceva queste coppie.

Già nel 2015 la Corte aveva condannato l’Italia, corsa appunto ai ripari con l’istituzione della legge Cirinnà.

Gabriele Piazzoni, segretario nazionale di Arcigay, commenta così la notizia: “Questa sentenza dimostra che l’Italia sta ancora pagando per il ritardo nel riconoscere i dovuti diritti alla comunità LGBT”.

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