Dolore e rabbia ai funerali di Tel Aviv

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In centinaia hanno partecipato ai funerali dei due ragazzi usccisi in un circolo gay sabato scorso. La polizia cerca l'uomo del volto coperto che ha fatto fuoco. Fiori...

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Commozine mista a rabbia è il sentimento con cui centinaia di israeliani hanno partecipato oggi ai funerali dei due ragazzi uccisi durante un attacco omofobo alla sede di un’associazione gay di Tel Aviv durante la tradizionale festa del sabato sera. 

A fare irruzione nel locale sarebbe stato un uomo con il volto coperto cui la polizia locale sta dando la caccia. L’uomo, oltre ad uccidere una ragazza di 17 anni, Liz Trobishi, ed un ragazzo di 26, Nir Katz, ha ferito altre quindici persone che stavano partecipando alla festa.

Sono molti gli esponenti politici israelianiche hanno giudicato quanto accaduto come "un attacco alla democrazia”, mentre la comunità gay è preoccupata dal fatto che questo possa essere solo l’inizio di un’ondata di recrudescenza verso le persone lgbt: "La mia preoccupazione maggiore – ha dichiarato un esponente di un’associazione gay-lesbica – è sapere se le autorità faranno il necessario per trovare il colpevole e per proteggere la popolazione".

Intanto ha riaperto oggi il circolo teato del violento attacco nella strada denominata Nahmani. Dei quindici feriti, quattro sono stati giudicati gravi, mentre gli altri hanno ferite lievi. 

Da sabato notte, davanti alla sede dell’associazione "Agudah – Associazione Israeliana Per i Diritti del Singolo" molti cittadini stanno continuando a lasciare mazzi di fiori, biglietti, candele e bandiere arcobaleno e per sabato prossimo è stato indetto un grande raduno nella piazza intitolata a Yitzhak Rabin, ucciso il 4 novembre del 1995 da un ebreo estremista. In molti, poche ore dopo i fatti di sabato scorso, hanno raccontato di sentirsi come nel giorno dell’assassinio di Rabin.

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