Don Vitaliano e le gerarchie della Chiesa

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Il parroco di Sant'Angelo a Scala già sospeso "a divinis", ha ospitato le comunita' cristiane di base, tra cui anche quella di don Franco Barbero.

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SANT’ANGELO A SCALA (AVELLINO) – Una critica alle gerarchie ecclesiastiche, che troppo spesso "dimenticano i deboli ed emettono verdetti di condanna sancendo l’esclusione degli altri, preoccupati soltanto della carriera e del potere".

Don Vitaliano Della Sala, il prete no global, torna a sfidare i vertici della Chiesa nell’omelia domenicale ai suoi parrocchiani, pur essendo "sotto osservazione" da parte dei superiori per i suoi comportamenti e le sue parole. E lo fa nel giorno in cui la comunita’ di Sant’Angelo a Scala ospita i rappresentanti delle comunita’ cristiane di base: preti ed ex preti, dice Don Vitaliano, "ribelli" e per questo "allontanati o messi ai margini dai vertici della Chiesa". Tra questi, il fondatore della comunita’ Giovanni Franzoni, ex abate della Basilica di San Paolo fuori le Mura, a Roma e don Franco Barbero, il parroco di Pinerolo, in provincia di Torino, finito sui giornali per aver ‘sposato’ gay e divorziati.

"Quando nel Vangelo Matteo parla degli invitati alle nozze che disertano il banchetto, ha in mente Israele che rifiuta l’annuncio di Gesu’ – afferma il parroco no global – Chiediamoci chi sono, oggi, gli invitati che si rifiutano di prendere parte al banchetto nuziale imbandito per noi da Dio: sono quegli uomini di chiesa preoccupati solo della carriera e del potere, quelli sicuri di avere ormai la salvezza in tasca e che guardano con distacco e disprezzo a tutti gli altri, quelli pronti ad emettere verdetti di condanna e a sancire lesclusione degli altri, quelli che credono che si possa imporre un crocifisso e farne la bandiera o il simbolo dei propri interessi e del proprio potere, sono quelli che plaudono alla legge razzista e disumana concepita da Bossi e da Fini". Gli invitati ai "crocicchi delle strade", secondo don Vitaliano, sono, invece, "tutti gli emarginati, gli esclusi, i poveri, gli irregolari, i clandestini, le minoranze, coloro che non si adeguano, coloro che subiscono ingiustizie, le voci fuori dal coro, gli scomunicati e preti sospesi ‘a divinis’ (proprio don Vitaliano e’ stato sospeso ‘a Divinis’ dall’arcivescovo di Sant’Angelo dei Lombardi, monsignor Salvatore Nunnari per la partecipazione ad una manifestazione no global)".

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