Don Vitaliano non molla: "Accuse sbagliate"

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Il prete "no global" ribatte al superiore che gli ha ordinato di lasciare la parrocchia entro domani. E il paese lo appoggia in massa.

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Entro oggi, stando all’"ultimatum" del suo diretto superiore monsignor Tarcisio Nazzaro, Don Vitaliano dovrebbe lasciare la parrocchia di cui si occupa da anni, a Sant’Angelo a Scala. Ma forte dell’appoggio di un ampio movimento, tra cui tutto il suo paesino, il prete che marciò con i gay al World Pride romano non molla: secondo lui la sostanza delle accuse sul modo in cui ha gestito il ministero affidatogli sarebbe priva di fondamento, anche se le forme possono essere state “talvolta eccessive”, ammette il prete. Confermata la sua ubbidienza alla Chiesa e al suo vescovo, don Vitaliano chiede a monsignor Nazzaro di aprirsi al dialogo e archiviare il provvedimento.

Intanto, mentre la chiesa ha chiestoa tutte le parrocchie della diocesi di sostenere l’allontanamento, il consiglio comunale di S. Angelo a Scala, riunitosi in seduta straordinaria aperta ai cittadini, ha approvato all’unanimità un documento proposto dal sindaco Vinicio Zaccaria (Ppi) con il quale si “esorta sua eccellenza l’Abate di Montevergine a valutare non solo le esternazioni pubbliche di don Vitaliano ma anche ciò che lui rappresenta per la comunità. In questi dieci anni egli è stato, ed è tuttora, un costante punto di riferimento basilare non solo per i fedeli ma anche e soprattutto per tanti giovani lontani dalla fede che hanno trovato in don Vitaliano un attento interlocutore”.

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