Don Vitaliano rimosso dalla parrocchia

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Lo sostituirà l'argentino don Luciano, ordinato ad Avellino.

ROMA – "E’ tanto che non rimuovono un prete, non so se devo lasciare la casa canonica adesso oppure… non so cosa succede ora". La lettera dell’Abate di Montevergine Tarcisio Giovanni Nazzaro che gli ordina di lasciare la parrocchia di Sant’Angelo a Scala, nell’avellinese, lo ha lasciato senza parole e confuso. Don Vitaliano della Sala, prete noglobal che si era ‘conquistato’ una prima ammonizione dal Vaticano con la partecipazione al Gay Pride a Roma a luglio del 2000, non sa cosa ne sarà di lui, adesso. "So solo che mi sostituirà un prete argentino, don Luciano, ordinato ad Avellino", dice ad Ap.Biscom. Don Luciano, in vacanza nel paese natale, dovrebbe arrivare a Sant’Angelo a Scala sabato.

"Obbedirò per non essere accusato di insubordinazione – spiega don Vitaliano – ma credo di poter presentare ricorso alla Signatura apostolica a Roma". Ci andrà a parlare con l’abate don Vitaliano? "Che ci vado a fare – risponde – ormai penso non ci siano più nemmeno rapporti umani. Sono stato allontanato dalla parrocchia con una raccomandata: è brutto punire con una raccomandata".

"Nella lettera dell’abate, si specifica che mi assegnano una pensione – racconta don Vitaliano – sarò un prepensionato, a 39 anni".

Da oggi, dunque, giorno in cui ha preso visione del provvedimento, don Vitaliano non è più parroco di Sant’Angelo a Scala, paese di 800 abitanti in provincia di Avellino. L’abate Nazzaro gli aveva già intimato una prima volta di lasciare la parrocchia nel marzo scorso. Motivazione: l’attivismo del prete nel movimento noglobal, la sua partecipazione alle manifestazioni anti-G8 di Genova. Allora il provvedimento fu accantonato, un po’ per le proteste dei parrocchiani, un po’ per l’atteggiamento di don Vitaliano che decise di mantenersi lontano da manifestazioni e media per qualche tempo.

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