Don Vitaliano, un anno senza la parrocchia

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"Mi sento come un sepolto vivo. L'unico mio contatto con il mondo e' internet". Domani ricorre l'anniversario della sua rimozione da parroco di Sant'Angelo a Scala, comune in...

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NAPOLI – “Mi sento come un sepolto vivo, io che sono sempre stato un grande organizzatore di eventi. L’unico mio contatto con il mondo e’ internet”. Don Vitaliano della Sala, sacerdote No global racconta all’ADNKRONOS il suo primo anno da ‘desaparecido’ della chiesa. Domani infatti ricorre l’anniversario della sua rimozione da parroco di Sant’Angelo a Scala, comune in provincia di Avellino. “Con i ragazzi del movimento No global ho perso i contatti – dice il sacerdote disobbediente – solo con Francesco Caruso mi vedo, ogni tanto, per andare assieme a bere una birra. Per il resto vivo questo mio momento di riflessione nella mia casa di Sant’Angelo”.
La storia di Don Vitaliano e’ stata caratterizzata da “punizioni”, ricorsi, tentativi di riconciliazione e rimproveri. Il 13 ottobre del 2000, dopo aver partecipato al Gay Pride e al Global Forum di Praga, a don Vitaliano viene notificata una prima ammonizione dell’Abate di Montevergine.

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