DOPO LA FESTA, LA LOTTA

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Alessio e Christian hanno celebrato la loro unione ieri: ora parte una campagna di visibilità delle coppie gay, per ottenere il riconoscimento. Sul piano legislativo, e su quello...

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ROMA – Coppie gay, è il momento di uscire allo scoperto. Nella giornata di ieri, che qualcuno ha definito "storica" per il riconoscimento delle coppie di fatto in Italia, Alessio De Giorgi e Christian Panicucci hanno sottoscritto un PaCS secondo la legge francese. Lo hanno fatto a Roma, presso l’ambasciata di Francia, a pochi passi dal Vaticano e dal Parlamento. Un gesto dal forte significato simbolico, che ha attirato una grandissima attenzione da parte degli organi di stampa. Grazie a questa visibilità (che i detrattori hanno condannato, definendo il tutto un "teatrino mediatico", secondo le parole di Francesco Storace) il problema del riconoscimento delle coppie gay è balzato alla ribalta: sul versante politico, i rappresentanti dell’associazionismo gay in Parlamento annunciano proposte di legge e iniziative popolari, mentre nei tribunali comincerà a breve la battaglia per ottenere il riconoscimento nel nostro paese delle unioni contratte secondo la più evoluta legislazione estera.

Partiamo da qui: Ezio Menzione è l’avvocato che Mario e Antonio, cittadini italiani (ma Mario è residente in Olanda) regolarmente sposati secondo la legge olandese, e perfetti sconosciuti secondo quella italiana. «Due fattispecie molto diverse dal punto di vista giuridico – ci spiega l’avvocato pisano – Mentre la seconda fa riferimento a un istituto, quello del matrimonio, universalmente conosciuto, la prima è una sorta di accordo privato con effetti nel pubblico».

Quali sono dunque i passi da fare? Per Mario e Antonio si tratta di chiedere il riconoscimento direttamente: «che sarà naturalmente negato» precisa Menzione. A quel punto parte la battaglia tutta giocata a colpi di ricorsi in appello, che potrebbe arrivare fino alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, dove il principio di non discriminazione è già stato affermato più volte. Nel caso di Alessio e Christian, invece, si tratta di tutelare e vedere rispettati anche in Italia gli accordi da loro sottoscritti col PaCS: «Bisognerebbe che si verifichi una circostanza in cui questi diritti sono negati (ad esempio, un caso relativo al subentro in un affitto, o di assistenza sanitaria, ma non si può certo aspettare di parlare dell’eredità…). A quel punto bisognerà ingaggiare una battaglia per ottenere il riconoscimento dello specifico diritto». Un percorso lungo e difficile, che però, sarebbe reso più efficace se si presentassero anche più casi: «Se le coppie come Alessio e Christian o Mario e Antonio in Italia fossero molte di più, sicuramente sarebbe più facile ottenere delle vittorie».

Anche sul versante politico, l’appello che giunge è per la visibilità delle coppie gay. Titti De Simone, deputata di Rifondazione Comunista e presidente nazionale Arcilesbica, annuncia per la prossima settimana la presentazione alla stampa del progetto di legge messo a punto dal suo partito in tema di tutela delle coppie di fatto: «E’ necessario che si sviluppi nel paese un dibattito il più ampio possibile su questo tema – è la convinzione della De Simone, presente anche lei al "PaCS" di ieri – A partire dall’associazionismo, credo occorra rilanciare in alto il dibattito, affermando il principio di uguaglianza sostanziale nei confronti dei diritti sanciti dalla Costituzione. Non dobbiamo scendere a compromessi: apriamo un dibattito ampio su che tipo di tutela vogliamo, considerando che non possiamo accontentarci di una tutela di serie B, ma abbiamo il diritto di essere cittadini di serie A a tutti gli effetti». La proposta di Titti De Simone è quindi di affrontare l’argomento in tutte le occasioni che la vita del movimento gay mette a disposizione: di pari passo, negli ambienti politici si farà in modo di recepire le indicazioni che emergeranno.

Riguardo alla possibilità di ottenere qualche riconoscimento durante questa legislatura, Titti De Simone non ha dubbi: non c’è alcuna speranza. E anche Franco Grillini, deputato DS e presidente onorario Arcigay, autore di un’altra proposta di legge sul modello del PacS francese, è d’accordo: «Come ha ribadito la stessa Prestigiacomo in un’intervista a Gay.it e in tv, la regolamentazione delle unioni gay non è inclusa nel programma di questo governo». Che fine faranno allora le proposte di legge? «Seguiranno il loro iter, fino a essere discusse nelle commissioni assegnate, in questo caso quella sulla giustizia, svolgendo la funzione di porre la questione sotto i riflettori. Contemporaneamente, è importante rilanciare presso l’opinione pubblica la consapevolezza dei problemi relativi alla tutela delle coppie di fatto: per questo, mi renderò promotore di una sorta di guerriglia parlamentare, presentando una serie di brevi proposte di legge, ognuna riguardante un problema relativo alla convivenza. Una per il tema dell’eredità, una per il risarcimento, una per la reversibilità della pensione, e così via, perché tutti sappiano quante difficoltà in più devono affrontare le coppie non sposate».

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