Dopo le offese, le incursioni

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Arcigay Padova, ancora atti di vandalismo

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PADOVA. A Padova non ne possono più. Cassetti e armadi aperti e tutto quanto c’era dentro rovesciato a terra. Ancora un’incursione nella sede che il circolo Arcigay Tralaltro divide con l’Associazione studenti universitari (Asu) in via Santa Sofia 5.

C’erano dei contanti e c’erano anche computer, fax e telefoni ma non sono stati toccati. Nonostante non ci siano prove certe, viene spontaneo pensare che si tratti di un’altra intimidazione grave in riferimento al prossimo PGay Pride che si terrà in giugno nella città veneta, e che già ha scatenato polemiche politiche e le minacce dell’estrema destra. Risale ad appena dieci giorni fa l’episodio increscioso delle di scritte offensive sui muri esterni dei circoli gay Tralaltro e Drasticamente, firmate proprio dalla destra omofoba che non vuole il Gay Pride a Padova.

«Non voglio creare falsi allarmismi – dice Alessandro Zan, studente di Ingegneria, presidente dell’Arcigay – Può essere una coincidenza, magari è stato un tentato furto da parte di teppistelli. Ma se si tratta di un gesto dimostrativo, la faccenda ci preoccupa non poco. Ormai questa sede è oggetto di pesanti vandalismi, scritte con lo spray, la serratura bloccata con l’Attak e adesso saracinesca e porta forzate e dentro tutto a soqquadro. Basta»!

L’incursione risale a sabato notte o domenica mattina. Qualcuno ha aperto la saracinesca, con un passepartout o qualche chiavetta o lima. Poi con un attrezzo tipo piede di porco o cacciavite ha scardinato la porta ed è entrato. Ha perlustrato la sala grande, quella per le riunioni, usata sia dall’Asu che dal circolo Tralaltro, e poi la stanza-ufficio dell’associazione gay dove sono stati buttati a terra e svuotati i cassetti. Alessandro Zan ha già denunciato in questura l’accaduto.

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