Dopo Milano, anche Genova verso il Registro delle Unioni

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Nel capoluogo ligure è appena iniziata la discussione e si punta ad un'approvazione entro l'anno. Veandro (Pd): "Così pagheranno le tasse come devono"

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Sulla scia di Milano, anche Genova sta per dotarsi di un Registro per le unioni civili. C’è poco di definito, ancora, se non l’intenzione di approvarlo entro l’anno. La discussione sul tema è iniziata ieri in commissione comunale e a dare il via è stata l’assessore alla Legalità Elena Fiorini che ha precisato di non aver portato un testo già redatto "proprio perché vogliamo arrivare a costruirlo in base al confronto e ad un percorso di partecipazione il più ampio possibile".

L’idea è quella di uno strumento che permetta di conferire un riconoscimento giuridico (parziale, data la mancanza di una legge nazionale) alle coppie di conviventi, siano essi etero o gay, ma anche a studenti che condividono la casa o ad anziani che vivono insieme per farsi compagnia.

L’iscrizione permetterà, tra l’altro, di accedere alle graduatorie per l’edilizia popolare.

Per arrivare ad un testo condiviso, la comissione ha deciso di procedere con delle audizioni ed ha iniziato iericon quella di una coppia di ricercatrici dell’Università di Genova che hanno portato l’esperienza del laboratorio "About Gender" e con quella della professoressa di diritto privato Gilda Ferrando alla quale è stato affidato il compito di illustrare la situazione nei diversi stati europei in tema di coppie di fatto e unioni civili. Non ultimo, è stato esaminato il Registro appena approvato a Milano.

Nonostante l’approccio molto "soft" dell’assessore, però, la discussione si annuncia già tutt’altro che semplice. Tra i primi a voler mettere i puntini sulle "i" è arrivato il consigliere del Pd Paolo Veardo che, dopo aver ricordato che esiste già la famiglia anagrafica, ha precisato: "sarei ben contento che si potesse utilizzare per far pagare le tasse a tutti nel modo giusto, anche a quelli che si presentano con l’Isee come genitore singolo, per avere accesso alle tariffe agevolate nelle mense scolastiche quando si sa benissimo che vivono come famiglie".

A Veardo risponde con un comunicato Arcigay Genova. "I suoi argomenti obsoleti e contraddittori puntano sull’inconsistenza del Registro come strumento per una emancipazione che, a suo dire, già esiste – si legge nella nota firmata dalla presidente Lilia Muras-. Sappiamo benissimo che il Registro ha un valore simbolico e politico, ma pochi effetti pratici".  Valore simbolico comunque  da non sottovalutare, secondo Arcigay, perché "afferma l’accettazione da parte di un comune delle coppie di fatto anche dello stesso genere: significa dare valore a quegli affetti e progetti di vita condivisa che fino a pochi anni fa era bene tacere per non incorrere nella disapprovazione sociale". E a proposito del riferimento ai presunti sotterfugi utilizzati dalle coppie di fatto per ottenere benefici fiscali, l’associazione aggiunge: "Ci sembra particolarmente antipatica l’affermazione del consigliere. La maggioranza delle coppie di fatto già  pagano regolarmente avendo uno stato di famiglia che attesta la convivenza. Per quanto ci riguarda da sempre paghiamo le tasse in questo Paese che ci riconosce solo doveri e risicatissimi diritti. Ci pensi ,consigliere, noi siamo dispostissimi ad assumerci i doveri, ma in mancanza di diritti come possiamo fare?"

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