Drag Queen espulsa dalla Sardegna per tre anni

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Dopo essere stata trattenuta per 18 ore senza poter chiamare l'avvocato, il questore di Sassari ha deciso di espellerla dall'isola perché socialmente pericolosa. L'incredibile storia di Nikita.

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Una drag queen toscana, in vacanza in Sardegna è stata fermata da una pattuglia della polizia in una retata contro la prostituzione, condotta in Questura e lì trattenuta per 18 ore senza possibilità di mangiare, bere e chiamare un avvocato. Michele Cicogna, in arte Nikita Balli, era in abiti femminili perché avrebbe dovuto incontrare dei gestori di locali di Alghero per concordare delle serate di spettacoli nel mese di agosto e settembre, ma a nulla sono servite le spiegazioni: è stata rilasciata solo il giorno dopo e le è stato notificato con un foglio di via il divieto di entrare nel comune di Sassari per tre anni. Il fatto risale allo scorso 15 luglio, ma è stato reso pubblico solo ieri.

"Tanto accanimento nei confronti di una persona che non era certo in flagranza di reato ci induce a pensare ad un atteggiamento omofobo delle forze dell’ordine", dicono dal Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli che esprime anche piena solidarietà alla vittima dell’episodio. La Questura di Sassari ha rispolverato una vecchia legge del 1956 con la quale ha il potere di allontanare dal territorio persone la cui condotta viene ritenuta “pericolosa per la sanità, la sicurezza e la tranquillità pubbliche”, quindi un potere talmente discrezionale da limitare le libertà individuali dei cittadini." "È utile ribadire che essere transessuali, travestite o drag queen non significa automaticamente essere prostitute, condizione che peraltro non è considerata reato dal nostro ordinamento."

L’avvocato difensore della drag queen, Pietro Diaz del foro di Sassari, ha annunciato che il suo cliente presenterà ricorso al Tar e, in seguito, avvierà una causa civile per il risarcimento del danno subito. «Il signor Cicogna – ha spiegato il legale – non è stato arrestato, è stato semplicemente accompagnato in questura per essere identificato e poi gli è stato consegnato il foglio di via per la sua pericolosità sociale, utilizzando una legge del 1956 modificata nel 1988 che prevede la facoltà per il Questore di avvisare oralmente o allontanare con foglio di via, persone la cui condotta viene ritenuta "pericolosa per la sanità, la sicurezza e la tranquillità pubbliche"».

«Noi siamo convinti – ha concluso il legale – che ci sia stata una restrizione della libertà personale del signor Cicogna e per questo faremo ricorso».

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