DUE RAGAZZI ITALIANI CI RACCONTANO LA MILLENNIUM MARCH!

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Due ragazzi italiani sono stati alla marcia gay di Washington, e testimoniano il clima di solidarietà e commozione, solennità e divertimento. Grandi stelle delle musica (Grace Jones, Pet...

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Mentre in Italia ci si perde in polemiche bigotte e sterili sulla marcia gay di Roma e si rimane prigionieri di una politica miope, pavida, retrograda e vigliacca da un lato, e pericolosamente conservatrice e omofoba dall’altro, negli Stati Uniti d’America si è svolta la Marcia del Millennio. Due ragazzi italiani ci hanno inviato questa bella testimonianza, una lezione da cui imparare. Ecco la cronaca di un week end, quello del ‘Millennium March’, come ce l’hanno raccontata Francesco e Gianluca.

“Si e’ appena concluso il lungo finesettimana gay-lesbico di Washington DC in occasione della Millennium March americana, e noi, fra i pochi italiani presenti alla parata, abbiamo cercato di viverla intensamente partecipando alle numerose iniziative previste dal programma. Erano presenti più’ di 300.000 gay e lesbiche provenienti da tutti gli Stati Uniti per rivendicare Equal Rights, Uguali Diritti per tutte le persone e per le coppie gay e lesbiche.

L’iniziativa più’ emozionante fra tutte, e’ forse stata la stesura sul Mall, il lungo prato fra il Lincoln Memorial e il Capitol, del Quilt che letteralmente significa ‘coperta’: un enorme tappeto composto da tantissime coperte ognuna delle quali rappresenta una vittima dell’AIDS. Gli amici e i parenti delle vittime, raccolti intorno ai vari pezzi del Quilt, dispiegavano la coperta che ricordava il loro caro, nel momento in cui dal palco veniva letto il suo nome. La lista dei nomi sembrava non finire mai, e` stato un momento molto commovente. Purtroppo sembra sempre che ci sia qualcuno che non riesce a condividere la solennita` di certi momenti: tre persone che indossavano magliette con su scritto G.A.Y. Got Aids Yet? (Non hai ancora preso l`AIDS?) e cartelli che, con richiami alle sacre scritture, attribuivano la diffusione della malattia alla sodomia. In maniera del tutto pacifica, come manifestazione di sdegno, ci siamo schierati tutti insieme voltando loro le spalle, tenendoci per mano e cantando alcune canzoni delle quali purtroppo non sapevamo le parole.

In breve tempo, comunque, sono stati dispersi dall’intervento della polizia fra gli applausi di tutti i presenti. Contemporaneamente in Pennsylvania Ave. iniziava il Festival vero e proprio, con kilometri di bancarelle, ristoranti e stands, che culminava con un enorme palcoscenico ai piedi del Capitol dove si teneva il concerto. Il clima era di grande festa, c’erano bandiere Rainbow ovunque ognuno sfoggiava gadgets di ogni tipo che richiamavano i colori dell’orgoglio gay-lesbico. Erano presenti anche molti personaggi eccentrici con travestimenti sgargianti e davvero entusiasmanti: le piume di struzzo imperavano, lustrini e paillettes ovunque, parrucche di ogni genere, lipsticks di tutte le sfumature e tacchi vertiginosi!!!!

Addirittura e’ arrivata la sqadra dei ragazzi pon pon, gruppo costituito da atleti sieropositivi di S. Francisco, che ha catturato l`attenzione di tutti con uno spettacolo bellissimo di acrobazie e balletti. Mentre Grace Jones cantava al Festival in Pennsylvania Ave., al RFK Stadium si apriva il concerto “Equality Rocks” dove hanno partecipato tra le varie stars George Michael, Pet Shop Boys, Chaka Kahn, k.d. lang, Melissa Ethreridge, Nathan Lane (il compagno di Robin Williams in “Piume di Struzzo”) e tanti altri ancora ognuno dei quali ha raccontato del proprio coming out. Parole di solidarieta` sono state pronunciate personalmente dalla moglie di Al Gore, prossimo candidato per i democratici alla Casa Bianca e dai genitori di Matthew Shephard, il ragazzo massacrato circa due anni fa solo per il fatto di essere omosessuale. Al concerto erano presenti circa 40.000 persone.

In attesa, poi, di celebrare le prime vere e proprie unioni omosessuali nel Vermont il prossimo luglio, numerose coppie gay e lesbiche sono state unite simbolicamente sulla scalinata difronte al Lincoln Memorial. Numerosi centri commerciali ed edifici pubblici, come il Ronald Reagan Building ed il Old Post Office Pavillon, sono stati trasformati per l`occasine in mega discoteche per i vari party del sabato notte, la citta` era letteralmente invasa da comitive gay-lesbiche in particolare Dupont Circle, il quartiere gay di Washington dove noi ci troviamo. Il nostro morale e` alle stelle, siamo nella citta` piu` gay di tutto il mondo, almeno per questo week end…”.

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