E Forza Nuova cerca agibilità politica attaccando gay e lesbiche

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Quale migliore occasione per apparire più accettabili se non unirsi al fronte omofobo?

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Prima Milano, ora Siracusa. Forza Nuova entra a gamba tesa nel contrasto all’educazione alle differenze e all’affermazione dei diritti delle persone lgbt.

Se finora, infatti, s’è limitata alle piazze, alle scritte sui muri e hai proclami da corteo, adesso l’organizzazione di estrema destra si unisce ufficialmente al fronte dell’omofobia che vede nelle Sentinelle in Piedi e nei suoi padrini politici la faccia spendibile pubblicamente.

Mentre le scuole di Siracusa ospitano programmi per l’educazione alle differenze, promossi e organizzati dalle associazioni lgbt locali, Forza Nuova lancia il suo attacco che, con un evidente cambio di strategia rispetto ai metodi usati in passato, passa dall’istituzione di un numero verde, come già successo a Milano.

L’anti-pink washing dell’estrema destra

Apparentemente con un linguaggio ripulito (ma non per questo meno violento, ma necessario per ricavarsi uno spazio di credibilità all’interno del nutrito fronte omofobo di casa nostra), gli estremisti pubblicizzano così il loro nuovo “servizio”: “Segnalate le iniziative di propaganda omosessualista nelle scuole dei vostri figli. Lottate per difendere la vostra famiglia”. Per il resto, il refrain è quello già noto: “attacco alla famiglia”, “aggressione della teoria gender” e compagnia cantando. E si annuncia anche la realizzazione di un libro, “insieme alle famiglie”, ma l’obiettivo primario resta “intervenire tempestivamente e denunciare le iniziative prima che possano svolgersi impunemente ed in un silenzio complice delle istituzioni”.

L’Italia esclusa dal consesso dei paesi civili

Denunciare cosa? Il progresso dei diritti, la lotta agli stereotipi di genere, il tentativo di impedire che la discriminazione contro le persone lgbt (ma anche contro le donne, i migranti, i rom etc.) diventi educazione delle giovani generazioni, quelle che domani saranno classe dirigente di questo paese che, vale la pena ricordarlo, in tema di diritti umani è il più indietro d’Europa. Vale la pena sottolineare, come ricordava il segretario di Certi Diritti Yuri Guaiana ieri, che l’Italia ha ricevuto ben 186 raccomandazioni sui diritti umani da parte dell’Onu, più del doppio delle 92 del 2009. Se non fosse ancora chiaro, dunque, la civiltà resterà altrove, finché sarà socialmente e politicamente accettato l’oscurantismo dei diritti.

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