E’ GUERRA SULLE COPPIE GAY

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Strasburgo: le unioni contratte in un paese dell'UE dovranno essere riconosciute anche negli altri. Ma il Vaticano continua con le sue invettive, mentre Arcigay lancia la campagna per...

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L’argomento della tutela delle coppie gay scatena la guerra. Un nuovo passo avanti viene da Strasburgo, dove la Commissione libertà e diritti dei cittadini del Parlamento europeo ha approvato importanti emendamenti sulla libera circolazione e il mutuo riconoscimento nei paesi dell’Unione europea delle coppie dello stesso sesso. Ma, mentre Arcigay lancia la campagna popolare a sostegno del progetto di legge di tutela delle coppie di fatto presentato in Parlamento, la Chiesa continua a sollecitare tutti i cattolici a opporsi a ogni riconoscimento delle unioni fuori del matrimonio.
Fortunatamente, Strasburgo è lontana dal Vaticano. Con la votazione di ieri la Commissione libertà e diritti dei cittadini ha adottato una nozione di famiglia più ampia. Secondo gli emendamenti approvati al rapporto Santini sulla libera circolazione dei cittadini dell’UE e delle loro famiglie, si intenderà per coniuge anche quello dello stesso sesso, così come non si farà differenza sui partner omo o eterosessuali che abbiano registrato la loro unione. Un passo in avanti perché unioni contratte secondo legislazioni come quella olandese o francese possano ottenere un riconoscimento anche in Italia.
Gli emendamenti, presentati da Kathalijne Buitenweg (Verdi), Marco Cappato (Radicali), Michael Cashmen (Socialisti), Sarah Ludford (Liberal-Democratici), Ole Sørensen (Liberal-Democratici), Joke Swiebel (Socialisti), Maurizio Turco (Radicali), hanno ottenuto il sostegno dei membri del Partito Socialista, dei Liberal-Democratici, dei Verdi, del Gruppo della Sinistra Unita Europea e dei Radicali Italiani.
«Se il testo verrà confermato in febbraio dal Parlamento Europeo – affermano in un comunicato congiunto Maurizio Turco, Marco Cappato (Eurodeputati Radicali della Lista Bonino, firmatari degli emendamenti) e Ottavio Marzocchi (Radicali) – i diritti e doveri di una coppia dello stesso sesso sposata o unita civilmente dovranno essere riconosciuti da tutti gli altri Stati dell’Unione. Nonostante il parere contrario del relatore Santini (Forza Italia, gruppo PPE), hanno prevalso le ragioni dei tanti cittadini che hanno firmato l’appello del Partito Radicale Transnazionale ed appoggiato dall’International Gay and Lesbian Association ILGA-Europe». I Radicali invitano tutti a sostenere l’appello in vista delle prossime scadenze decisionali firmandolo alla pagina http://servizi.radicalparty.org/gay_europa/index_it.php.
Il vuoto legislativo esistente in Italia, che verrebbe ancor più messo in evidenza dalla definitiva approvazione della norma, potrebbe portare finalmente anche nel nostro paese al riconoscimento delle unioni di fatto. Riconoscimento che Arcigay intende sollecitare con una campagna nazionale di sostegno popolare che partirà il 14 febbraio con la parola d’ordine “San Valentino per tutti, anche per i gay”.
Ma il Vaticano non demorde: il nuovo altolà dell’esercito ecclesiale viene questa volta dal tristemente famoso cardinale Alfonzo Lopez Trujillo, che a Manila ha parlato a 5 mila fedeli riunitisi al IV Incontro mondiale delle famiglie. «La famiglia deve tenersi ben stretti i valori cristiani, abbracciando le politiche contro gli stili di vita secolari, che sono una forma di “neo-paganesimo”» ha detto il cardinale, che già in passato si è espresso più volte con parole molto dure contro le unioni tra persone dello stesso sesso. A dargli manforte, l’arcivescovo di Manila Jaime Sin che ha detto che la famiglia è oggi minacciata dai tanti divorzi, dall’incesto, dall’alienazione nelle case dovuta a Internet e alla tv via cavo e a chi propone il matrimonio tra persone dello stesso sesso. Una dichiarazione che non è piaciuto alle decine di gay e lesbiche che protestano fuori dal centro conferenze e chiedono di poter partecipare. A questa richiesta, gli organizzatori hanno detto che i gay sono benvenuti, ma come singoli e non come coppie.

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