E il Pd decide: “Niente matrimoni gay”

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Il documento della Commissione Diritti esclude apertamente il matrimonio tra omosessuali e parla di "speciali formule di garanzie". E Bindi rassicura i vescovi: "Matrimonio non è nel programma...

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Sta suscitando non poche reazioni il documento prodotto dalla Commissione Diritti del Pd presieduta da Rosy Bindi che, dopo un anno di lavoro, espone le posizioni che dovrebbero essere del partito sui temi cosiddetti "eticamente sensibili". Tra questi, naturalmente, anche le unioni omosessuali e i matrimoni tra persone dello stesso sesso.

Nonostante quelle che sembravano essere aperture delle ultime settimane, come il messaggio di Bersani al Bologna Pride, infatti,il documento parla chiaramente di "speciali forme di garanzia per i diritti e i doveri che sorgono dai legami differenti da quelli matrimoniali, ivi comprese le unioni omosessuali". Una formula che evidentemente sbatte la porta in faccia all’ampliamento dell’istituto del matrimonio anche alle coppie gay e lesbiche.

E tra i cattolici del Pd, molti dei quali appaiono comunque insoddisfatti per un documento ritenuto troppo aperto nei confronti di gay e lesbiche, c’è chi come Fioroni si dice soddisfatto per "una seria base di riflessione e di ulteriore approfondimento per l’individuazione di strumenti idonei a garantire diritti evitando strumentalizzazioni e demagogia". La stessa Rosy Bindi, in un’intervista rilasciata al quotidiano dei vescovi Avvenire, rassicura: "Ci atterremo ai contenuti della Costituzione e a una consolidata giurisprudenza che non prevede il matrimonio per le coppie omosessuali. Sulla scia del lavoro fatto escludo che il programma del Pd conterrà questa proposta, come pure escludo che possa prevedere l’adozione per le coppie gay, alla quale sono personalmente contraria anche sotto un profilo scientifico". Una preclusione, quella nei confronti del matrimonio gay, che colpisce al cuore la sinistra Pd e i suoi esponenti lgbt.

"Mancano i sì e i no netti che le persone attendono dalla politica" è il commento lapidario di Ignazio Marino, mentre Ivan Scalfarotto ha commentato: "Va bene la Costituzione, ma così si capisce chiaramente che le famiglie gay sono considerate in modo differente dalla famiglia tradizionali mentre tutto il mondo sta andando nella direzione opposta". Meno severa Paola Concia la quale non più tardi di una settimana fa ha presentato un progetto di legge sulle unioni civili e che in un articolo pubblicato da Europa parla di possibilità di "migliorare il documento". "Il documento è una carta d’intenti, traccia una strada, non ci sono proposte legislative, enuncia principi – scrive l’onorevole -. Il paese attende da noi un passo indietro rispetto alle divisioni interne per componenti e convinzioni non discutibili, affinché sia possibile proporre leggi comprensibili, che siano sostenute da un impianto giuridico solido, dove dignità, diritti e doveri, siano limpidamente previsti".

Ha il sapore dell’amarezza, invece, il commento che Cristiana Alicata del Pd Lazio affida alla sua pagina Facebook dove, commentando l’intervista di Rosy Bindi ad Avvenire, scrive: "Molto sinceramente penso che nel 2012 chi ha ancora problemi sulle questioni omosessuali (a partire dal matrimonio) non dovrebbe ricoprire incarichi di rilievo nel PD e dovrebbe seriamente pensare di ritirarsi dalla vita politica. Mi dispiace (tanto per dirla chiaramente) leggere certe interviste ( Bindi) su Avvenire".

Critico anche il presidente nazionale di Arcigay Paolo Patané. "Rosy Bindi, continua ad avvitarsi su di un rifiuto ideologico di partenza al matrimonio civile tra persone dello stesso sesso, cancellando la verità – scrive in una nota Patané -. (…)L’ultima della Cassazione, la 4184/2012, dice che è  già nella disponibilità del Legislatore ordinario estendere il matrimonio civile alle coppie dello stesso sesso, il che significa che se può farlo questo è  conforme alla Costituzione".

"Quanto alle adozioni agli omosessuali – continua Patané -, esiste una sterminata letteratura scientifica che stabilisce che non c’è nessuna differenza tra i figli cresciuti in una famiglia con genitori di sesso diverso e dello stesso sesso"."Dalla società civile continuano ad arrivare segnale opposti a quelli espressi da Rosi Bindi e numerosi altri politici – conclude Patané riferendosi, tra l’altro, alle dichiarazioni del centrocampista Claudio Marchisio -. Che si fa? Si vota Marchisio?".

Infine, si dice stupita per la contraddizione con le posizioni espresse da Bersani l’associazione radicale Certi Diritti.

"E’ appena passata una settimana dal Gay Pride nazionale di Bologna, dove il Segretario del Pd ha mandato un importante messaggio chiaro sulla necessità di legiferare in tema di lotta all’omofobia e di unioni civili – si legge in una nota -, (…) ed ecco che la Presidente del Pd, oggi, su questi temi, fa dichiarazioni del tutto opposte". "Dopo un anno di lavoro della Commissione del Pd, da lei presieduta – continua la nota – (Bindi, ndr) va facendo dichiarazioni sempre più deliranti e impregnate del peggior pregiudizio giovanardesco e/o buttiglionesco e in netto contrasto con il Segretario del Pd. Complimenti! Evviva Hollande,  Obama e Bersani, per la Bindi attendiamo. E intanto speriamo che il Pd non la segua".

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