E’ ‘NATA’ LA SINISTRA GAY

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Cambia il rapporto tra omosex e politica. All'assemblea nazionale del Coordinamento Omosessuali DS oggi a Roma Fassino assicura: primo impegno, il PaCS. Ma conferma: no al matrimonio.

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ROMA – «La tutela giuridica delle coppie di fatto sarà nel programma di governo del centrosinistra. Siamo impegnati a realizzare l’obiettivo del pieno riconoscimento di questa tematica». Lo ha annunciato il segretario dei Ds, Piero Fassino, intervenendo all’assemblea del Coordinamento omosessuali dei Democratici di Sinistra, che si è svolta in preparazione del terzo congresso DS.

Fassino ha così risposto, di fronte ad un nutrito pubblico di parlamentari e leader del movimento gay, alle sollecitazioni del Coordinamento che ha chiesto alla sinistra di uscire con coraggio dall’ambiguità nel trattare la questione omosessuale.

Vanni Piccolo, figura storica dell’attivismo gay e moderatore dell’assemblea, è stato perentorio: «Di omosessualità si parla più in televisione che in politica. Il partito deve dare risposte più alte. E’, ad esempio, in corso una campagna a sostegno del Pacs ma l’impegno non si vede da tutte le parti… Da molti anni i compagni e le compagne desiderano sentire nella relazione del congresso di qualche dirigente la parola ‘gay’. Voglio morire con il mio partito che mi riconosca come gay».

All’appello si è unito Andrea Benedino, portavoce del CODS: «E’ necessario rilanciare la campagna del Pacs, va trovata unità nella coalizione sulla questione omosessuale, è necessario non ideologizzare il dibattito per ottenere risultati concreti. Non si fugga alle richieste dei gay trincerandosi dietro la libertà di coscienza».

Ma come si tradurrà l’impegno dei DS?

Fassino è stato molto chiaro: «L’obiettivo – ha precisato il segretario della Quercia – è arrivare entro la fine di questa legislatura all’esame e all’adozione da parte del Parlamento di una legislazione sul tema. E’ un compito non semplice di fronte al pregiudizio della destra. Non vorrei – ha aggiunto – che le dichiarazioni di La Russa sul riconoscimento delle coppie di fatto fossero solo un escamotage elettorale. Non vorrei che facessero la fine del voto agli immigrati annunciato tempo fa da Fini e mai approdato in legge. Chiedo onestà e coerenza di comportamento».

Benedino ha sostenuto il rilancio della campagna a sostegno del Pacs: «In città come Roma e Milano – ha sottolineato – i manifesti non sono stati affissi e in alcune altre città sono stati affissi solo i manifesti con coppie di eterosessuali. I gay se ne sono accorti».

Di più, nel corso dell’assemblea, è stato annunciato il nuovo nome, cambiamento che può apparire solo formale, di denominazione del “Coordimanento Omosessuali DS” che d’ora in avanti sarà “GayLeft Consulta LGBT DS“.

Lo statuto di “consulta” aggiunge molto valore al gruppo che d’ora in poi si affiancherà alla Quercia come promotore, elaboratore e consigliere di proposte di cambiamento. Con questo cambiamento è totale il riconoscimento politico alla militanza gay nei DS.

La nascita di questa rinnovata sinistra gay è una risposta politica che nasce lontano.

Tutti gli interventi hanno rilevato la svolta avvenuta nel nostro paese. Dalla bocciatura di Buttiglione in poi, abbiamo registrato un’escalation di vittorie politiche per i gay.

Da Rosario Crocetta, sindaco dichiaratamente gay di Gela quinta città siciliana per numero di abitanti, passando per la recente elezione di Fabio Omero, consigliere comunale da due legislature a Trieste e leader storico del movimento omosessuale, a segretario provinciale dei Ds di Trieste fino alla vittoria alle primarie di Nichi Vendola i gay, in Italia, sono una realtà politica che non può non essere tenuta in considerazione.

Secondo Franco Grillini, deputato DS e presidente onorario Arcigay, intervenuto al convegno, «in Italia siamo a uno svolta nel rapporto tra politica e omosessualità» e «le battaglie dei gay hanno un ampio consenso popolare. L’Italia non è più retrograda, beghina e clericale. Le parole di Fassino sono una garanzia per il futuro delle battaglie gay».

L’onorevole ha accennato, poi, alla ripresa odierna della discussione della discussione in Commissione giustizia della legge sul riconoscimento delle unioni civili.

Un unico dubbio ci ha lasciato l’assemblea di oggi.

Sia Fassino, nel suo intervento che Livia Turco, in un’intervista a Sky, hanno rimarcato di non voler «mettere in discussione il matrimonio». Anche su questo il leader Ds è stato chiaro: «Non siamo favorevoli ad introdurre altre forme di matrimonio, ma dobbiamo sviluppare pienamente la battaglia sui Pacs che abbiamo lanciato».

La sinistra spagnola sembra, almeno per ora, lontana.

Ma ha ragione Benedino quando accenna che «ben sappiamo che l’approccio alle nostre proposte deve essere riformista e graduale». La loro forza sarà la nostra vittoria.

di Stefano Bolognini

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