È ORA DI SCENDERE IN PIAZZA

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Aurelio Mancuso, segretario Arcigay, spiega perché è importante partecipare al Kiss2PaCS: "Capisco ci sia scetticismo, ma ora stiamo facendo sul serio". E annuncia il programma.

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ROMA – Mancano ormai una manciata di ore alla manifestazione del Kiss2PaCS che si terrà sabato 14 febbraio prossimo a Roma, in piazza Farnese, davanti all’ambasciata francesce. C’è fermento in diverse parti d’Italia per partecipare a quest’evento, sia per entrare nel Guinnes dei Primati, sia – e soprattutto! – per sostenere la campagna del PaCS.
Per quest’occasione abbiamo rivolto alcune domande ad Aurelio Mancuso, segretario dell’Arcigay, che insieme ad Alessandro Zan è l’organizzatore della manifestazione.
Fra tre giorni allora avrà luogo la manifestazione del Kiss2PaCS, come procede l’organizzazione? Che adesione c’è stata finora?
L’organizzazione procede bene e a ritmo serrato: stiamo definendo il programma in questi giorni, insieme ad alcuni elementi pratici. L’adesione, finora, è molto alta. A Roma, mi son reso conto, c’è una grande attesa. Anche Il Messaggero di ieri ne parlava nel paginone dedicato a S. Valentino. Se Roma si muove, di certo batteremo tutti i record!
Qualche anticipazione sul programma della giornata?
Il programma è top-secret ed è in via di definizione per alcuni particolari. Comunque, alle 16 ci sarà un dj del circuito gay che terrà il pubblico caldo fino intorno alle 17. Dopo ci sarà una perfomance di Vladimir Luxuria che riguarderà la regina Elisabetta, sia per il suo discorso sulle unioni gay sia perché in quei giorni pare che Sua Maetà sia a Roma: un modo simpatico, quindi, per renderle omaggio. Dopo Vladimir entrano in scena La Pina e Fabio Canino che inizieranno ad organizzare la piazza – anche se già ci staranno pensando i volontari presenti. Poi ci saranno alcuni interventi cosiddetti politici: si tratterà di interventi brevissimi, perché ci teniamo a non stufare la gente… E poi sarà il momento del bacio: quindi ci vorrà un po’ di tempo per organizzare il tutto. Infine, è prevista la presenza di alcuni artisti. Per ora posso solo dire che madrina della serata sarà Viola Valentino che per l’occasione canterà un pezzo nuovo e poi ci intratterrà con i suoi brani classici, il suo cavallo di battaglia che ormai fa parte di tutti noi!
Quando ci fu il Pride del 2000 se ne parlò molto, ma poi, dopo, pare che l’evento non abbia avuto seguito… Per questa manifestazione, quale sarà la copertura mediatica?
Intanto per ora siamo riusciti ad andare su Buona Domenica e questo non è poco. Comunque è da tener presente che la manifestazione conclude un anno di attività, ma non è il punto di arrivo, anzi quello di partenza per il rilancio della campagna. Già dopo il 14 febbraio ci saranno altre iniziative: ormai è una macchina che è partita e non la si ferma…

E a proposito di questa macchina che è partita, a che punto sta l’iter parlamentare della legge?
Il gruppo dei DS scriverà all’ordine del giorno della commissione competente la legge in questione. La minoranza ha un 25% annui di leggi di cui può chiedere la discussione in commissione. E nel pacchetto che sta preparando l’opposizione ci sarà anche il PaCS. Credo che verrà iscritto in questi giorni, in concomitanza con la manifestazione.
Sul sondaggio proposto da Gay.it riguardante la manifestazione di sabato prossimo il 30,9% dei votanti ha definito l’evento una baracconata, il 29% come un bel modo di essere visibili, il 12,5% come la rivendicazione più importante e il 9,2% lo plaude come un evento diverso. Alla luce di questi dati, come pensi che sia vista la manifestazione all’interno del mondo GLBT?
La somma delle percentuali delle risposte positive è senza dubbio alta. C’è una fetta della comunità, la cosiddetta “area scettica”, che può anche avere le sue ragioni. Secondo loro in tutti questi anni non siamo riusciti a portare avanti una legge, mentre in Europa essa c’è: quindi è chiaro che si allarga l’area del disimpegno. Però c’è anche una particolarità italiana che si deve spiegare: il movimento omosessuale italiano è tra i movimenti europei l’ultimo che arriva ad essere finalmente unitariamente convinto che ci serva una legge sulle coppie di fatto. Per molti anni l’Arcigay è rimasta sola su questo tema, mentre gli altri movimenti non erano assolutamente convinti. E’ vero che da una parte c’è un ritardo della politica, ma c’è anche un ritardo del movimento. Questo fa sì che ci siano anche dei “disturbi”, quelli cioè che notano come dopo tante manifestazioni, dopo molti Pride non si raggiunge ancora nulla… A questi io rispondo dicendo che ora facciamo sul serio e se non ce ne occupiamo noi non se ne occupa di certo nessuno! Del resto, posso affermare che questo modo di fare scettico è l’atteggiamento della comunità in generale dei gay. Girando per i diversi ambienti gay mi son reso che è vero che c’è un forte malessere – e questo la politica lo deve sapere – ma in questi ultimi anni c’è anche una grossa presa di coscienza, finalmente positiva. Non è un caso che dal 2000 ad oggi le manifestazioni gay in Italia siano diventate un qualcosa di forte.
Cosa vorresti dire ai lettori di Gay.it per invogliarli a partecipare alla manifestazione di sabato prossimo?
Intanto è un’occasione per stare insieme: è una grande festa che coinvolgerà sia le coppie che i single. Alla manifestazione devono venir tutti: tra l’altro ci sarà anche l’occasione per trovare il/la partner per potersi baciare! E’ una giornata di festa e anche una giornata di consapevolezza, nel senso che se noi riempiremo quella piazza, al di là del Gay Pride, dei momenti per così dire “canonici” del movimento, la comunità gay sarà finalmente davvero protagonista. Bisogna partecipare, perché bisogna rompere gli indugi: chi non c’è ha di certo torto!
Clicca qui per le pagine dello Speciale Kiss2PaCS

di Roberto Russo

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