ECCO A VOI L’ENCICLOPEDIA GAY

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Chi ricevette la prima nomination all'Oscar recitando la parte di un gay? Che c'è stato tra Antonio Banderas e Pedro Almodovar? Tin Tin ama segretamente Capitan Haddock? In...

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Barcellona – “Il bricolage dalla A alla Zeta”, “Tutto sulla cucina”, “Il meraviglioso mondo degli animali”. In tutto il mondo sono migliaia le pubblicazioni a fascicoli a disposizione del pubblico, ma solo in Spagna si puó trovare ogni quindici giorni in edicola un nuovo volume di “HOMO, tod@ la historia”, la prima enciclopedia gay!

In 24 uscite, a circa 15.000 lire l’una, le Ediciones Bauprés offrono a partire dal settembre scorso questa collana innovatrice che tratta in forma specifica l’omosessualità nel corso dei secoli e in tutte le sue sfaccettature: da quella sociale a quella artistica, dai miti gay a Stonewall, dal amore “greco” all’AIDS.

“Si tratta di una delle storie possibili dell’omosessualità – spiega il direttore della collana Guillermo Cárceles de la Hoz – e non vuole essere né l’unica né tantomeno esaustiva”.

In realtà lo sforzo di investigazione e di raccolta di materiale che c’è dietro questa iniziativa editoriale è piú che evidente. Ogni volume ha 64 pagine piene di illustrazioni d’archivio, ritratti di personaggi legati al nostro immaginario collettivo (da Marlene Dietrich a Luchino Visconti, da Lady Di a Gianni Versace), alle preferenze del popolo gay (dagli Abba fino a Rupert Everett) e soprattutto colonne e colonne che raccontano la storia gay nella società, nel cinema, nella letteratura, nell’arte, nella musica, nella moda, nella medicina e nello sport. Queste sono infatti le sezioni che strutturano ogni volume, che tra l’altro ha un disegno molto elegante e curato a differenza di molte altre pubblicazioni da edicola che, per esempio, solo raramente presentano una copertina rigida.

La gran massa di informazioni offerta ha suscitato peró critiche. “Paradossalmente – dice Guillermo – c’è troppo da leggere e nonostante un’indagine di mercato ci avesse indicato che questa era la richiesta dei potenziali clienti, sembra che i gay preferiscano pubblicazioni piú leggere. Persino il fatto che ci siano pochi nudi, inseriti solo se necessari ai fini dell’argomento trattato, non è stato ben accolto”.

Chi cercava foto di bei ragazzi muscolosi, al massimo con qualche didascalia esplicativa, è rimasto dunque deluso. Si tratta infatti di un’opera di divulgazione diretta a chiunque sia interessato al tema dell’omosessualità alla cui stesura partecipano oltre 50 collaboratori e tutte le più importanti associazioni gay spagnole.

I primi otto volumi di HOMO ripassano la storia dell’omosessualità dalle civiltà preelleniche fino a tutto l’800. I 16 volumi restanti sono dedicati al XX secolo suddiviso in tre grandi periodi: il primo, fino al 1968, include gli anni di riconoscimento e persecuzione, di ispirazione avanguardista e dello steriminio nazista. Il secondo, dal 1969 al 1980, ha come protagonista la rivolta di Stonewall e la nascita della militanza gay. Il terzo periodo, infine, è quello che stiamo vivendo tra la preoccupazione per l’AIDS e la speranza di una nuova, e piú tollerante, coscienza sociale.

“In HOMO – continua il direttore della collana – sono presenti modi di pensare e posizioni differenti, giacché la cultura gay non è per nulla omogenea, ma non c’è stata nessuna forma di censura. L’unica scelta editoriale che abbiamo inposto è stata quella di evitare l’outing: uscire dall’armadio rimane una scelta personale che va rispettata”.

Accanto a temi più seri come gli studi sui geni “gay”e la lobby economica rosa, o tragici come l’olocausto, molti sono gli spunti divertenti e curiosi: come sono nati i simboli gay (dall’arcobaleno al fiocco rosso)? Rodolfo Valentino, una passione sbagliata? Chi ricevette la prima nomination all’Oscar recitando la parte di un gay? Che c’è stato tra Antonio Banderas e Pedro Almodovar? Tin Tin ama segretamente Capitan Haddock?

La risposta a questi e a molti altri quesiti si trova, cosí come deve essere in ogni buona enciclopedia specializzata, nelle pagine di HOMO che nell’intenzione dei suoi ideatori sarà in futuro “un’opera da citare obbligatoriamente, qui in Spagna, scrivendo o parlando del mondo gay e lesbico”.

A questo punto, non resta altro che aspettare la versione italiana…

di Silvio Ajmone – da Barcellona

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