Ecco il perchè Paola Concia apre al dialogo con Casa Pound

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A poche ore dall'atteso incontro con i rappresentanti dell'Ultradestra, la deputata del Pd spiega le sue ragioni al quotidiano L’Altro, diretto da Piero Sansonetti

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Ore 20:30, in Via Napoleone III numero 8, Roma.

Qui si terrà lo storico incontro tra i rappresentanti di Casa Pound Italia, centro sociale legato all’Ultradestra, e Paola Concia, deputata del Partito Democratico e storica attivista glbtq.

Oggi, al quotidiano L’Altro, diretto da Piero Sansonetti, Paola Concia ha spiegato le ragioni del suo sì ad un tavolo di confronto anche con la destra più estrema, rispondendo ai tanti attacchi e critiche ricevute negli ultimi giorni.

"La destra è indietro", sottolinea Paola Concia. "Sono cominciate, però, significative aperture, grazie a donne e uomini che vogliono costruire anche nel nostro paese una destra liberale. Flavia Perina e Adolfo Urso per esempio e tutti coloro che fanno capo alla Fondazione Farefuturo. Si, sono persone legate a Gianfranco Fini e al suo percorso intellettuale, che come ho avuto modo dire su questo giornale non posso non apprezzare. Il mio sforzo di interloquire con loro viene capito con riserva, ma capito. Mentre non si capisce dalle mie parti il perché ho accettato l’invito di Casa Pound a discutere con loro di diritti civili".

"Forse perché loro sono destra “fascista”, “estremista”, impresentabili, non da salotto buono? Questa è la ragione per cui non dovrei accettare di discutere con loro? Perché non dovrei accettare un invito da una Associazione di destra che si vuole porre il problema della sua cultura politica verso i diritti civili? Perché non accogliere questa apertura?". "Sono convintissima che potremmo costruire un paese migliore solo con una sinistra e una destra migliori. E questo potrà farlo solo una nuova generazione di dirigenti politici di sinistra e di destra che saprà partire dalla condivisione dei principi della costituzione, ma che saprà andare oltre vecchie categorie e vecchie divisioni. Il mondo è andato avanti, e le divisioni di una volta non funzionano più e soprattutto tendono a nasconderne altre".

Parole forti e chiare, a 24 ore da un’altra clamorosa apertura nei confronti dei diritti legati agli omosessuali. Parliamo di un altro centro sociale di estrema destra, Gens Romana, che domani, 1° ottobre, terrà un dibattito intitolato "Roma Città Partecipata".

Contro ogni forma di razzismo e di intolleranza, il tema della serata, che avrà come ospite Cristiana Alicata, esponente glbtq del Partito Democratico.

Dopo Casa Pound anche Gens Romana apre le proprie porte agli omosessuali. Che stia davvero cambiando qualcosa?

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