ECCO IL PRIMO VESCOVO GAY

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La Chiesa Episcopale Anglicana degli USA ha eletto a larga maggioranza al porporato un omosessuale dichiarato. Ma non sono mancate difficoltà, colpi di scena e qualche colpo basso…

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MINNEAPOLIS – Alla fine ce l’ha fatta: il Reverendo Gene Robinson, 56 anni, è il primo Vescovo apertamente gay della storia. Mentre in Italia dal Vaticano continuano, incessanti, martellanti e sempre più denigranti, gli attacchi alle persone omosessuali, sull’altra sponda dell’oceano si è scritta una importante pagina nella storia dell’evoluzione delle religioni. Ad attuare la storica designazione è la Chiesa Episcopale degli Stati Uniti, ovvero la sezione americana della Chiesa Anglicana britannica alla cui testa c’è l’Arcivescovo di Canterbury, Rowan Williams. Domenica 3 agosto si è tenuto il voto della Casa dei Rappresentanti, riunitasi a Minneapolis. Ogni diocesi era rappresentata da otto persone, quattro membri del clero e quattro persone comuni, ed ogni diocesi doveva pronunciarsi con un voto, per cui in ogni delegazione si è dovuto tenere un voto interno, poi c’è stato il voto dell’assemblea. I risultati sono stati decisamente a favore di Robinson: 118 favorevoli, 63 contrari e 25 neutri, ovvero quei casi in cui, all’interno di ogni gruppo, i favorevoli e i contrari erano pari. La discussione che ha preceduto il voto è stata accesa ed incentrata su argomentazioni sia morali che teologiche, un po’ come avvenne oltre 20 anni fa quando era in discussione l’ordinamento ecclesiastico per le donne, anch’esso infine approvato. Dopo il voto il reverendo Robinson ai microfoni della BBC ha dichiarato: “Sono assolutamente travolto dalla felicità, anche perché il risultato era incerto, nessuno poteva sapere quello che l’assemblea avrebbe votato. Essere stato al centro di tutto questo è stato eccezionale e molta gente, vecchi e giovani, mi hanno dato il loro supporto, dal profondo della loro fede. Credo che tutto questo sia opera di Dio, opera sua dentro e tramite la chiesa. La Chiesa Episcopale oggi ha detto che nessuno è al di fuori della portata dell’amore di Dio. Diamo il benvenuto in Cristo a tutti i nostri fratelli sorelle gay e lesbiche, li riteniamo parte della nostra chiesa e come loro tutti quelli che sono ai margini della società.”

Robinson, che da 13 anni ha una relazione con un altro uomo, è stato in precedenza sposato e ha due figlie (chi l’ha detto che i gay non fanno il loro dovere per la continuazione della specie?) con le quali c’è un rapporto ottimo e che lo hanno sostenuto durante questa fase delicata della sua vita di uomo di chiesa. Dopo la votazione dell’assemblea, lunedì 4 sarebbe dovuta seguire anche la votazione del consiglio degli altri vescovi episcopali, dal cui risultato dipendeva la definitiva approvazione del candidato eletto. A questo punto arriva, inaspettato, il colpo di scena: un certo David Lewis scrive una e-mail al consiglio dei vescovi dicendo che Robinson lo avrebbe toccato in modo “inappropriato” in occasione di una riunione della parrocchia, qualche anno fa. La conferma della nomina di Robinson è sospesa e viene affidato al Vescovo Gordon Scruton il compito di condurre un’indagine che faccia luce sulla vicenda. Sin dall’inizio queste tardive accuse risultano un po’ strane, così ad effetto dirompente, tuttavia è comprensibile la volontà della Chiesa Episcopale di non voler prendere sotto gamba una faccenda così delicata. Con la Chiesa Cattolica americana già travolta da centinaia di scandali e accuse riguardo a preti molestatori sessuali di minori, quella Episcopale non voleva certo correre il rischio di finire nelle stesse, agitate acque.

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Martedì 5 in serata viene annunciato che tutte le circostanze sono state esaminate. Il Signor Lewis nel suo incontro con Robinson sarebbe stato da questi semplicemente toccato sul braccio e sulla spalla, modo di fare che poi è stato definito tipico del reverendo, il quale si è detto dispiaciuto che questa persona si fosse sentita a disagio in tale circostanza da questo suo modo di fare. Lo stesso Lewis si è poi detto pentito di aver usato la parole “molestie” nella sua lettera. Parallelamente è stata anche chiarita la posizione del candidato vescovo riguardo all’associazione rivolta ai giovani Outright, il cui sito internet avrebbe avuto links a pagine pornografiche. A molti queste accuse dell’ultimo minuto sono sempre state molto sospette e se ci fossero state cose serie e fondate sarebbero dovute venir fuori ben prima. Alla fine comunque tutto è stato chiarito ed è dunque giunta per Robinson la nomina ufficiale a Vescovo del New Hampshire, con 62 voti favorevoli contro 45 (comprendendo gli astenuti) nella riunione del consiglio dei vescovi. Le frange più conservatrici della Chiesa Episcopale naturalmente già protestano e c’è chi ventila la possibilità di una scissione, parola alla quale è lecito supporre che qualcuno delle alte sfere vaticane si lascerà andare ad un composto sorrisino di speranza. Dal canto suo Gene Robinson si dice oggi logicamente molto sollevato, le investigazioni andavano fatte necessariamente per fare chiarezza ed è felice che questo sia stato compiuto, aggiungendo poi che “la mia elezione significa una maggiore inclusione di gay e lesbiche nella vita della nostra chiesa”. Se questo significa seguire la parola di Cristo e divulgare la cultura della fratellanza e della comunione, dar da mangiare agli affamati e vestiti a chi non ne ha, non possiamo che augurargli buon lavoro.

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