Egitto: a breve la sentenza antigay

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Entro la fine del mese dovrebbe concludersi il processo ai 52 uomini accusati di omosessualità: si teme per la loro incolumità, dopo le denunce di episodi di tortura.

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E’ attesa prima della fine del mese la sentenza nel processo a 52 uomini gay arrestati durante una festa su un barcone ormeggiato sul Nilo. Il processo è stato aggiornato e riprenderà il 10 di ottobre.

Questa settimana uno degli imputati ha riferito di essere stato arrestato presso al sua casa e non sul barcone. Ha anche accusato la polizia di aver picchiato sia lui che sua madre.

«Siamo stati preoccupati sin dall’inizio di questo caso per le credibili accuse di tortura – ha detto Surina Khan della International Gay and Lesbian Human Rights Commission di san Francisco al sito canadese 365gay.com – Questi racconti si stanno moltiplicando. Temiamo per la incolumità fisica degli imputati imprigionati».

Gli attivisti gay egiziani affermano che non tutti gli uomini sono stati arrestati sulla nave. Si crede che dei 52 imputati, ben 19 siano stati arrestati presso le loro case.

«Se il governo dell’Egitto voleva creare uno scandalo su questo caso, ci sono riusciti – ha detto Khan – Le persone di buona coscienza di tutto il mondo stanno seguendo la vicenda».

Cinquanta imputati sono accusati di "comportamenti osceni" secondo una legge contro la prostituzione. Due sono accusati anche di "offesa alla religione". Tutti i 52 imputati si sono dichiarati innocenti.

Gli uomini vengono processati presso una Corte Speciale di Emergenza al Cairo e non avranno dirito d’appello.

Un adolescente, processato da un tribunale dei minori a causa della sua età, è stato condannato alla massima pena concessa dalla legge: tre anni in prigione. Potrà fare appello.

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