Egitto: Amnesty sollecita l’intervento di Bush

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Mobilitazione internazionale contro la sentenza del Cairo. Sospetti di "parlar bene e razzolare male" vengono avanzati dall'organizzazione umanitaria contro il presidente americano.

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Amnesty afferma che è tempo che Bush condanni l’Egitto per il trattamento riservato ai gay. Lo si accusa di parlare di democrazie mentre stringe relazioni con gli stati che torturano i gay. In particolare, Amnesty sollecita il presidente a pronunciarsi sulla condanna di 23 omosessuali alla prigione e lavori forzati.

I 23 erano tra i 52 arrestati a maggio in una discoteca gay galleggiante al Cairo. I restanti 29 sono stati giudicati non colpevoli del reato di "crimine contro l’Islam" dopo aver passato mesi in galera aspettando il processo.

In una dichiarazione Amnesty afferma: «L’arresto e il processo contro questi 52 uomini era una violazione dei loro diritti, e la condanna al carcere ora comminata a 23 di loro sottolinea solo la durezza con cui vengono perseguiti i gay e le lesbiche in Egitto».

Venerdì scorso, Amnesty insieme alla International Gay and Lesbian Human Rights Commission ha accusato le autorità egiziane di continuare ad arrestare uomini gay.

Sharon Burke di Amnesty ha detto: «L’amministrazione Bush ha una responsabilità e un’opportunità di stroncare l’alto sacrificio dovuto alla repressione».

Il Ministro degli Esteri canadese ha detto di essere rimasto preoccupato dal processo. Un diplomatico canadese dall’ambasciata del Cairo ha ricevuto l’incarico di monitorarne lo svolgimento.

A Parigi, un portavoce del ministero degli esteri francese dovrebbe continuare a seguire il caso da vicino.

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