Egitto, dopo gli arresti ora si discute legge anti-gay

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Nel Paese arabo potrebbe essere introdotta una legge che criminalizza l'omosessualità e il sostegno alla comunità LGBT.

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Continua l’attacco ai gay in Egitto: dopo gli arresti delle ultime settimane è stata presentata una proposta di legge per punire formalmente l’omosessualità nel Paese.

L’ondata di repressione omofoba che ha colpito l’Egitto rischia di aggravarsi. Un parlamentare egiziano, Ryad Abdel Sattar, ha depositato in Aula una proposta di legge che farebbe dell’omosessualità un reato penale.

Nel Paese arabo le persone LGBT finora non erano state formalmente perseguite per il proprio orientamento sessuale, ma potevano essere colpite da un articolo della vecchia legge contro la prostituzione, che punisce con la reclusione da tre a cinque anni chi “incita alla dissolutezza e all’immoralità”.

Solo nell’ultimo mese però il regime del militare Al-Sisi ha inasprito la propria posizione, come testimoniano gli arresti avvenuti a seguito dello sventolamento della bandiera arcobaleno al concerto della band libanese Mashrou Leila, il cui cantante Hamed Sinno è dichiaratamente gay.

Circa 70 persone sarebbero state fermate dopo l’episodio e 20 di loro avrebbero ricevuto condanne detentive sulla base dei reati di immoralità, dissolutezza o blasfemia.

Se approvata la nuova legge prevedrebbe che “ogni persona coinvolta in rapporti omosessuali in pubblico o in privato sia punita con un reclusione da uno a tre anni e fino a cinque anni per i rapporti successivi”. Sarebbero inoltre perseguiti anche giornalisti e attivisti che fanno pubblicità a eventi LGBT e dichiarano il proprio sostegno all’inclusione delle persone gay.

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