Egitto: condannato 17enne

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Tre anni per pratiche di immoralità sessuale.

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Mohamed non ha neanche 17 anni ed e’ stato processato in un tribunale dei minori al Cairo. L’accusa, contro di lui e’ pesantissima, nella terra degli antichi faraoni, dove l’omosessualita’ – lo ammettono anche gli islamici piu’ conservatori – e’ fatta di prostituzione e di rapporti che devono rimanere privati. E l’avvocato dello stato e’ stato chiaro: anche lui, neanche maggiorenne, farebbe parte di una cospirazione i cui intenti sarebbero quelli di "formare un gruppo il cui scopo e’ quello di usare la religione per diffondere idee estremiste e pratiche di immoralita’ sessuale".

A condannarlo a tre anni di lavori forzati ed altrettanti "sotto osservazione" – una sorta di arresti domiciliari con poliziotti che ti ronzano intorno tutto il giorno – e’ stata la legge egiziana. Anche lui, secondo la tesi di un’accusa che secondo un sacco di gente e’ politica, avrebbe partecipato al festino tenutosi, secondo la polizia del Cairo, lo scorso maggio, su di una barca sul Nilo. Mohamed avrebbe confessato tutto, avrebbe ammesso di aver partecipato insieme ad altre 51 persone, tutte in eta’ tra i 25 ed i 40 anni, al festino gay.

Ma il volto di Mohamed non c’era, ieri mattina, nascosto dai fazzoletti tra quello degli altri 51 imputati: Mohamed e’ stato processato da un tribunale per i minori, all’interno della ragnatela di un sistema giudiziario dove c’e’ davvero ben poco spazio per l’umanita’.

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