Egitto: intolleranza contro i gay

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Il presidente Mubarak sta seguendo una linea poco rispettosa dei diritti umani, e a farne le spese potrebbero essere 52 uomini accusati di omosessualità.

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La tolleranza per il dissenso politico o per stili di vita impopolari non è mai stato il forte di Hosni Mubarak, da vent’anni presidente dell’Egitto. Ma recentemente il governo di Munarak sembra essere sempre più autoritario e arbitrario. Questa settimana, 52 imputati sono comparsi di fronte a una corte speciale di sicurezza dello Stato per presunti comportamenti omosessuali. Se giudicati colpevoli, rischiano da tre a cinque anni di carcere senza possibilità di appello a meno che non intervenga lo stesso Mubarak. In maggio una corte simile ha condannato Saad Eddin Ibrahim, principale difensore dei diritti umani in Egitto, a sette anni di prigione per i suoi sforzi per promuovere la democrazia e la tolleranza religiosa.

L’omosessualità non è un crimine in Egitto, e non dovrebbe esserlo in nessuna società. Ma l’omosessualità è fortemente condannata dalla legge islamica. Accusare questi uomini di disprezzo della religione, promozione di idee devianti e comportamenti osceni potrebbe essere parte degli sforzi di Mubarak per corteggiare i conservatori islamici, in modo da ridurre il richiamo dei gruppi di guerriglia fondamentalista.

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