EGITTO: PARLA L’AMBASCIATA

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Giunge una risposta alla petizione di gay.it

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Mauro Cioffari è tra coloro che hanno aderito alla petizione lanciata da Gay.it per sollecitare il nostro governo a esprimere presso le autorità egiziane la preoccupazione degli italiani per il processo che vede coinvolti 52 uomini accusati di atti omosessuali. Cioffari ha inviato formale richiesta di informazaioni riguardo alla vicenda, e così Giovanni Manfredi, Incaricato d’Affari presso l’Ambasciata d’Italia al Cairo, ha risposto a lui e a tutti coloro che hanno sottoscritto la petizione contro l’arresto di 52 cittadini egiziani omosessuali.

Di seguito riportiamo il testo della risposta.

Gentile Signor Mauro Cioffari,

in risposta alla Sua e-mail, desidero informarLa di quanto segue.

Stiamo seguendo con grande attenzione la vicenda dei 52 cittadini egiziani arrestati lo scorso mese di maggio con l’accusa tra l’altro di avere commesso azioni contrarie alla morale, praticato la prostituzione e vilipeso la religione islamica.

L’Ambasciata italiana, di concerto con le altre ambasciate dei paesi membri dell’Unione Europea, come solitamente avviene in questi casi, ha segnalato il fatto alle istanze competenti dell’UE a Bruxelles.

Il 25 giugno scorso, al margine della cerimonia per la firma dell’Accordo di Associazione tra UE ed Egitto, è stata espressa da parte europeapreoccupazione al Ministro degli Esteri egiziano Maher. Successivamente, il

Commissario per le Relazioni Esterne dell’Unione Europea, Patten, ha scritto una lettera al ministro egiziano manifestando preoccupazione per l’arrestodei 52 cittadini e chiedendo adeguate garanzie.

Dunque, sia a Bruxelles che al Cairo, i Quindici, e l’Italia tra loro, seguono da vicino la vicenda. Confidiamo nell’indipendenza della magistratura e nello spirito di tolleranza che, almeno sino ad oggi, ha

animato gli organi giudiziari egiziani.

Con i migliori saluti,

Giovanni Manfredi

Incaricato d’Affari

Ambasciata d’Italia al Cairo

Finora più di 200 persone hanno partecipato all apetizione, ma non è il aso di fermarsi. Continuiamo a scrivere al nostro ministro degli Esteri e all’ambasciatore italiano in Egitto, invitandoli a protestare con il governo egiziano per l’arresto e la detenzione di 52 uomini, "colpevoli" solamente di essere gay. Per sottoscrivere la petizione, clicca qui.

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