Egitto: parte il mega-processo anti-gay

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Oggi dovrebbe aprirsi il processo a 52 uomini arrestati durante un festino gay sulle sponde del Nilo: preoccupate le organizzazioni dei diritti civili.

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Cinquantadue egiziani dovranno apparire in tribunale a Il Cairo oggi per avviare il più grande processo gay della storia del paese. Gli uomini erano stati arrestati dalla polizia in maggio, in seguito a un’incursione in una festicciola che si teneva sulla Queen Boat, una discoteca galleggiante sulle rive del Nilo. Da allora sono rinchiusi in carcere.

Gli accusati, di età compresa tra i 18 e i 35 anni, sono tutti egiziani. Circa una dozzina di europei, insieme con un cittadino dell’Arabia Sudita, uno del Qatar e uno del Kuwait, sono stati subito rilasciati.

Il pubblico ministero egiziano Maher Abdel-Wahid, ha accusato i 52 uomini di "sfruttare l’Islam attraverso una falsa interpretazione dei versi del libro sacro musulmano, il Corano, al fine di propagare idee estremiste".

Sono anche accusati di "compiere atti immorali; uso di pratiche sessuali pervertite come parte dei loro rituali; oltraggio e disprezzo degli insegnamenti divini, e di fomentare la discordia".

Gli uomini rischiano una condanna al carcere da tre a cinque anni. Le organizzazioni di diritti umani hanno condannato il loro arresto e si sono dette preoccupate per la loro sicurezza, fra voci che parlavano di tortura.

L’omosessualità non è espressamente fuorilegge in Egitto, sebbene la legislazione sulle offese alla "morale e sensibilità pubblica" venga spesso usata in processi contro i gay.

di Gay.com UK

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