EGITTO: PROCESSO MONTATURA

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Le accuse di omosessualità sarebbero false

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Secondo una fonte anonima dell’associazione di gay musulmani Al-Fatiha, riportata anche dalla rivista francese Tetu, nell’udienza del processo ai 52 egiziani sospettati di essere gay e accusati di "offese la religione" e "atti immorali" tenutasi al Cairo mercoledì 10 ottobre, uno degli avvocati difensori avrebbe fatto importanti dichiarazioni riguardo alla scarsa attendibilità di tutte le accuse fatte verso gli imputati.

La fonte riferisce che, come nell’ultima udienza del 3 ottobre, tutti gli avvocati avrebbero affermato che il caso è stato condotto in maniera scorretta, che non sono state seguite le corrette procedure di arresto, che gli arresti sono stati fatti in maniera assolutamente casuale senza nessuna investigazione preventiva, e che le accuse sono state fabbricate dopo l’arresto.

A prova di ciò, sarebbe stato citato il fatto che quattro degli imputati hanno dato alla polizia nomi e indirizzi falsi, e che i "resoconti investigativi" che sono stati approntati dopo, affermavano che i soggetti (con nomi falsi) erano stati posti sotto sorveglianza della polizia per qualche tempo, presso quegli indirizzi falsi! I quattro imputati hanno comunicato i loro veri nomi e indirizzi in aula, dopo di che l’accusa avrebbe chiesto che i nomi venissero cambiati con la motivazione che i falsi nomi erano in realtà dei veri e propri pseudonimi. Tuttavia, l’accusa non sarebbe stata in grado di giustificare la questione degli indirizzi falsi che a quanto detto sarebbero stati posti sotto sorveglianza.

Uno dei giovani avvocati, Fawzy El Haggan, con un colpo di scena alla fine dell’udienza, avrebbe citato un caso che presenta esattamente le stesse caratteristiche, fabbricato ai danni di 150 persone che, quasi nello stesso periodo dell’anno scorso, il 25 maggio 2000, sarebbero state arrestate dalla stessa squadra di agenti, guidati da Taha el Embaby, primo motore di questo caso. Maggio è l’ultimo mese per la valutazione dell’attività degli agenti, dal momento che giugno è il mese in cui i resoconti ufficiali sulle attività degli agenti vengono resi noti. Il caso dei 150 sarebbe stato rigettato da un giudice di un tribunale civile il 27 luglio 2000 per la mancanza di ogni prova a parte le affermazioni degli agenti – gli stessi che si occupano di questo caso. El Haggan avrebbe anche presentato delle fotocopie di sei cartelle del precedente caso.

Inoltre, a proposito dell’esame legale condotto sugli imputati che proverebbe, a quanto si presume, che molti di loro hanno praticato "atti immorali" (un eufemismo per dire sesso anale), El Haggan ha presentato un rapporto che afferma che ci sarebbero più di 400 errori negli esami del dipartimento legale ogni anno, e che sia il dipartimento legale del Cairo che quello di Alessandria sarebbero stati ufficialmente posti sotto indagine a causa dell’alto tasso di errori il 23 agosto del 2001, solo pochi giorni dopo che sono stati scritti i resoconti su questo caso.

Alcuni avvocati sono ottimisti, dal momento che sarebbe chiaro anche al giudice che il caso è stato completamente fabbricato, e che gli imputati sono stati arrestati per motivi diversi dall’offesa alla religione o dalle pratiche depravate: soprattutto sarebbero stati arrestati per il loro orientamento sessuale, sebbene la loro omosessualità non sia stata ammessa né dagli imputati né dai loro difensori. Ma la maggior parte degli avvocati crede che almeno alcuni di loro riceveranno una condanna, almeno Sherif, il cosiddetto capo dell’orgaqnizzazione, e alcuni uomini con i quali lui ha confessato di aver fatto sesso. Comunque, tutti concordano sul fatto che queste supposizioni sono condizionate dall’integrità del giudice, e dal fatto che il suo giudizio non risulti essere manipolato da una telefonata da parte della persona che ha fabbricato il caso in prima istanza, o forse persino da qualcuno più in alto.

Alla fine dell’udienza, il giudice ha aggiornato la corte al 14 novembre 2001, giorno in cui il verdetto verrà pronunciato. Contro questo verdetto, non sarà possibile presentare appello.

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Il minore condannato a tre anni di prigione, più due in libertà condizionata, ha fatto appello. La prossima udienza, che si terrà presso un tribunale dei minori, sarà il 31 ottobre 2001.

Nella comunità gay del Cairo gira voce che continuino a esserci arresti: un imprecisato numero di uomini sarebbero stati arrestati a Eliopoli, un sobborgo del Cairo, e altri 15 in un incontro amichevole a casa di uno di loro ad Haram, un altro sobborgo del Cairo. Anche se queste informazioni giungono da una fonte attendibile, il governo ha imposto ai media il completo black-out sulla vicenda. Nessuno dei mezzi di comunicazione egiziani ha fatto menzione di quello che sta accadendo. Sembra chiaro che il governo egiziano ha imparato la lezione dal caso dei 52 uomini del Cairo: dal momento che queste azioni poco onorevoli, come gli arresti arbitrari e le accuse montate ad arte, se trapelate, metterebbero a repentaglio la sua reputazione presso la comunità internazionale, la via migliore è quella di continuare a farle, in completa segretezza.

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