Egitto: prove di omosessualità al processo

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L'accusa ha presentato i risultati di alcuni test clinici che dimostrerebbero che alcuni imputati hanno praticato sesso con altri uomini.

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Gay.it lancia una petizione per richiamare l’attenzione del governo italiano sul caso: è possibile sottoscriverla all’indirizzo http://www.gay.it/petizione.

Test medici provano che molti degli imputati del processo per attività omosessuali in corso al Cairo, arrestati a una festa su un barcone ormeggiato sul Nilo, hanno praticato sesso gay: lo sostiene l’accusa davanti alla corte di sicurezza dello stato del Cairo.

«L’Egitto non sarà usato per diffamare l’umanità e non sarà il covo di una comunità omosessuale» ha detto alla corte il pubblico ministero Ashraf Hilal al processo contro i 52 uomini accusati di depravazione e atti omosessuali.

Hilal ha detto che "molti" degli imputati hanno confessato alla polizia di aver fatto sesso con il primo accusato, Sherif Farahat.

Farahat e il secondo principale imputato, Mahmoud Ahmed Allam, affrontano anche le accuse di comportamento immorale, offesa alla religione, e sfruttamento dell’Islam per promuovere idee errate.

Tutti i 52 accusati si sono dichiarati innocenti.

«Ci sono 14 imputati che hanno indubbiamente partecipato ad attività sessuale di tipo gay. Il rapporto del medico può confermarlo» ha detti Hilal alla corte.

L’avvocato difensore di Farahat, Farib el-Deeb, ha detto alla corte che dal momento che il suo cliente non è tra coloro che sono elencati nel rapporto del medico, dovrebbe essere prosciolto.

«L’imputato non dovrebbe essere sospettato proprio per il fatto che il dottore non ha potuto provare che ha preso parte in attività sessuali gay» ha detto el-Deeb.

Nelle leggi egiziane non si fa riferimento esplicito all’omosessualità, ma c’è una serie di leggi che riguardano le oscenità e la moralità pubblica.

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