Egitto: torture nel processo antigay

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Giungono nuove accuse di torture da parte degli imputati nel processo contro 52 presunti omosessuali arrestati a maggio al Cairo.

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Nuove testimonianze di episodi di tortura e di pestaggi brutali sono emerse dal processo in Egitto a 52 uomini arrestati durante un presunto festino gay nel maggio scorso.

Uno degli imputati ha dichiarato di essere stato arrestato presso la sua casa e non durante l’incursione sul barcone sul quale si teneva il festino. Ha affermato di essere stato selvaggiamente picchiato dalla polizia sia durante l’arresto sia in seguito, presso la stazione di polizia.

«Siamo stati preoccupati sin dall’inizio di questo caso per le credibili accuse di tortura – ha detto Surina Khan della International Gay and Lesbian Human Rights Commission di san Francisco al sito canadese 365gay.com – Questi racconti si stanno moltiplicando. Temiamo per la incolumità fisica degli imputati imprigionati».

Gli attivisti gay egiziani denunciano anche irregolarità nei rapporti di polizia. Affermano, infatti, che dei 52 uomini arrestati il 10 maggio, 18 si trovavano in realtà in qualche altro posto e non sul barcone.

I mezzi di comunicazione in Egitto sono stati riempiti di storie di depravazione e di satanismo collegate a quello che viene chiamato il "processo gay". Alcuni giornali hanno persino pubblicato i nomi e gli indirizzi di alcuni degli uomini arrestati.

Cinquanta imputati sono accusati di "comportamenti osceni" secondo una legge contro la prostituzione. Due sono accusati anche di "offesa alla religione". Tutti i 52 imputati si sono dichiarati innocenti.

Il processo è stato aggiornato e riprenderà il 10 di ottobre. La sentenza è attesa per la fine del mese.

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di Gay.com UK

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