Elettroshock per diventare etero. Alla sbarra le terapie riparative

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Ha subito ipnosi ed elettroshock. Ragazzo cinese denuncia la clinica: "mi avete distrutto"

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Ipnosi ed elettroshock per “guarire” dall’omosessualità: è la denuncia di Yang Teng, 30 anni, che ha citato in giudizio la clinica psichiatrica a cui si era rivolto.
Tutto ha inizio a febbraio quando l’uomo di 30 anni decise di sottoporsi alla terapia offerta dal centro Xinyu Piaoxiang, spinto dalla volontà dei suoi genitori di vederlo sposato e con figli: “La mia è una piccola città – ha raccontato Yang al The Associated Press – qui le persone seguono ancora i dettami della famiglia”.

Come spesso accade con questo genere di trattamenti, condannati dalla quasi totalità del mondo scientifico, invece di “guarire” e tornare etero, Yang è uscito dalla terapia fisicamente e psicologicamente distrutto. “Lo staff – denuncia Li Duilong. avvocato del ragazzo – disse al mio cliente che l’elettroshock sarebbe stato come “essere punto da una mosca” ma si è rivelato non essere così”. Inoltre, continua Li: “Secondo la legge, entrambe le parti dovrebbero firmare un accordo prima di eseguire l’ipnosi o l’elettroshock, ma (la clinica) non l’ha fatto”.
Ora Yang non solo porterà alla sbarra la clinica ma intende anche denunciare il motore di ricerca Baidu per lo spazio pubblicitario concesso a questo genere di trattamenti. In Cina, infatti, l’omosessualità è stata eliminata dai disturbi mentali nel 1997 ed è su questo che ruoteranno le argomentazioni dell’accusa: come sostiene l’avvocato di Yang, non essendo una malattia, non avrebbero dovuto trattarla.

Si preannuncia una sentenza storica per lo Stato cinese che, come spiega il The Beijing LGBT Center, per la prima volta vedrà un tribunale esprimersi sulle cosiddette “terapie riparative”.
Oggi, a distanza di mesi dall’incubo, Yang Teng ha finalmente accettato la sua omosessualità e non chiede altro che giustizia.

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