Elezioni. La svolta dei DS nei confronti dei gay

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Inizia una campagna elettorale dura, che vedrà impegnate tutte le energie del centro sinistra e anche la comunità glbt (gay, lesbica, bisessuale e transessuale) italiana.

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La decisione assunta dai Democratici di Sinistra di onorare l’impegno di candidare un esponente del movimento glbt, consente ai militanti omosessuali di sinistra, di svolgere un lavoro utile al risultato del partito e dell’intera coalizione.

La candidatura di Franco Grillini in Emilia Romagna, assume un valore politico nazionale. Presidente onorario dell’Arcigay, Franco è il leader più conosciuto del movimento. Negli anni ’80 ha contribuito alla nascita di un’organizzazione come l’Arcigay che ha svolto un ruolo decisivo a favore dei diritti delle persone omosessuali. Finalmente un ventennio di battaglie condotte nel Paese approderà, come tutti speriamo, nelle aule parlamentari.

La lotta per i diritti civili e le libertà individuali, congiunta alla necessità di difendere la laicità dello Stato, aggregano, come ha ben dimostrato il Word Pride di Roma, larghe fette dell’opinione pubblica italiana. Il movimento glbt italiano ha avuto la capacità di cogliere queste nuove istanze, di costruire alleanze e di diventare il centro propulsore di forze che vogliono vivere in un paese più libero.

Il nostro partito, grazie all’azione di Walter Veltroni, di Pietro Folena, Franco Passuello e tanti altri compagni della Segreteria nazionale, ha operato una vera e propria svolta culturale, che coglie questo nuovo fermento.

Anche altre formazioni politiche del centro sinistra e Rifondazione comunista, hanno candidato noti esponenti della comunità, che speriamo vengano eletti. Ma la vera novità è che il più grande partito della sinistra ha rotto gli indugi, ha messo alle spalle i tentennamenti e le prudenze del passato e ha deciso di seguire la strada intrapresa da tutti gli altri partiti del socialismo europeo e dalle formazioni progressiste d’oltreoceano.

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