Elezioni USA: il momento della verità

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Stati Uniti al voto. Gli americani affideranno il cambiamento che tutti auspicano nell'attempato e soldatesco McCain o nel giovane nero Obama? Su Gay.it la notte dei risultati in...

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Dopo mesi di intensa e talvolta esasperante campagna elettorale negli Stati Uniti è arrivato il giorno della verità. Per l’elezione di quello che sarà il 44° presidente le operazioni di voto sono in corso in queste ore nei 50 stati, mentre già è stata registrata un’affluenza record nei 32 stati che consentono il voto anticipato: già in 25 milioni hanno deciso se scegliere il ticket repubblicano McCain/Palin o quello democratico Obama/Biden.

Alle differenze tra le due coppie sui temi principali riguardanti la comunità Lgbt abbiamo già dedicato un precedente articolo ma oggi naturalmente la portata del cambiamento che è a un passo dal diventare realtà ha orizzonti ancora più ampi, che vanno dell’economia alla politica estera.

Innanzitutto si tratta di archiviare gli ultimi disastrosi 8 anni di amministrazione repubblicana. A metà ottobre, in occasione di un suo viaggio oltreoceano, il nostro Presidente del consiglio Silvio Berlusconi ha dichiarato che «George W. Bush è stato un grande, grandissimo presidente degli Stati Uniti» ma da come si è svolta la campagna elettorale pare che sia rimasto uno dei pochi al mondo a pensarla così. Bush è stato accuratamente tenuto alla larga da tutte le principali iniziative pre-elettorali vista la sua estrema impopolarità anche tra l’elettorato conservatore e ogni sostegno pubblico a McCain da parte del suo entourage è stato accolto con soddisfazione solo dai democratici.

Da settimane i sondaggi danno a Obama un vantaggio su McCain tra gli 8 e i 10 punti percentuali ma questo è importante solo fino a un certo punto perché per il meccanismo delle presidenziali non conta tanto il numero di voti assoluti quanto il numero di stati conquistati, con conseguente assegnazione dei cosiddetti "grandi elettori". I democratici aspirano a conquistare la maggioranza dei due terzi che darebbe loro ampissima possibilità di manovra mentre i repubblicani affidano le loro speranze a un’improvvisa e impronosticata rimonta dell’ultimora di McCain, magari favorita da un innominabile ma certamente possibile "disagio" di parte dell’elettorato bianco e conservatore a votare un candidato magari rispettabile…ma pur sempre di colore. 

Come andranno le cose lo sapremo tra poche ore. Gay.it seguirà i risultati in diretta con aggiornamenti in tempo reale lungo tutto il corso di questa, comunque vada storica, notte.

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