ELEZIONI USA: VINCONO DONNE E GAY

di

Nancy Pelosi, italo-americana e gay friendly, è il volto simbolo della svolta progressista che emerge dai risultati delle elezioni di medio termine negli Stati Uniti. Oltre 200 i...

611 0

WASHINGTON – La figura di Nancy Pelosi emerge tra lo sventolio di bandiere americane che, in sovrabbondanza, accompagnano le apparizioni pubbliche dei politici oltreoceano. Le elezioni di medio termine hanno visto un crollo dei consensi per il partito dei repubblicani, i cui candidati hanno fatto del loro meglio per tenersi alla larga da George W. Bush, che rischia di passare alla storia come uno dei presidenti più guerrafondai di tutti i tempi e uno tra i più virulentemente omofobi. E dato che il movimento per i diritti delle persone omosessuali condivide in larga parte lo stesso percorso e gli stessi meccanismi storici di quello per l’uguaglianza delle donne non possiamo che rallegrarci per la vittoria della candidata democratica Nancy Pelosi.

Nata Nancy D’Alesandro, 66enne, sposata con il ricco imprenditore californiano Paul Pelosi, madre di cinque figli, è la prima donna a divenire Speaker of the House, l’equivalente del nostro Presidente della Camera, la seconda più alta carica istituzionale in linea di successione dopo il vicepresidente. Pelosi è cresciuta in una famiglia cattolica e rappresenta il credo cristiano dell’inclusione e della comprensione, non quello dell’esclusione e della prevaricazione, venato di fanatismo, incarnato in questi anni dal “rinato cristiano” Bush Jr.

Nella sua carriera di deputata Pelosi ha dimostrato di essere una democratica liberale ferma e di mentalità aperta. Pur cattolica è una decisa sostenitrice della necessità che Stato e Chiesa siano ben distinti e separati; ha sostenuto il diritto delle donne di poter ricorrere all’aborto; si è sempre opposta con decisione alla guerra in Iraq; ha sempre difeso il concetto di uguaglianza e pari diritti per gay e lesbiche. In qualità di leader dei Democratici al Congresso è stata tra i 115 firmatari della proposta di legge per revocare la politica subdolamente e omofoba del Don’t ask, don’t tell per rimpiazzarla con una semplice e chiara norma di non discriminazione basata sull’orientamento sessuale.

Il movimento gay e lesbico d’oltreoceano tira un sospiro di sollievo dopo l’incredibile notte dello spoglio dei risultati…

Continua in seconda pagina^d

Il movimento gay e lesbico d’oltreoceano tira un sospiro di sollievo dopo l’incredibile notte dello spoglio dei risultati. L’associazione Human Rights Campaign (HRC) ritiene che l’affermazione del partito democratico renderà la Camera americana più giusta e che il nuovo incarico di Nancy Pelosi rappresenta una buona notizia per la comunità GLBT (gay, lesbiche, bisessuali e transessuali), essendo lei stessa rappresentante della città di San Francisco, notoriamente la città più gay degli Stati Uniti.

Più in generale sono più di 200 i candidati pro-gay che hanno conquistato un seggio al Congresso o che sono stati eletti governatori. Molti politici noti per i loro discorsi intrisi d’odio e denigrazione contro gli omosessuali sono invece stati sconfitti: tra i casi più eclatanti quello di Rick Santorum sconfitto in Pennsylvania dal ben più gay-friendly Bob Casey e quello di Mitt Romsey, rimpiazzato come Governatore del Massachusetts da Deval Patrick, da sempre sostenitore del diritto al matrimonio per i gay, che è legale in quello Stato. In Florida il democratico Ron Klein, supportato da HRC, è stato eletto senatore battendo Clay Shaw, un repubblicano sostenitore della modifica alla Costituzione Federale per mettere al bando i matrimoni gay. Nel Vermont Bernie Sanders, da tempo schierato al fianco della comunità GLBT, è stato eletto al Senato e Peter Welch, altro candidato che aveva il supporto di HRC, alla Camera. Nello stato chiave dell’Ohio il nuovo Governatore è il democratico Ted Strickland, candidato sostenitore delle riforme pro-uguaglianza. Nel Maryland il Governatore repubblicano Bob Ehrlich, che recentemente aveva posto il veto su una legge che avrebbe introdotto la ‘domestic partnership’, è stato scaricato e verrà sostituito dal democratico Martin O’Malley.

Leggi   Washington, cameriere a coppia gay: "Non potete dividere il dessert, è disdicevole"

Per quanto riguarda i referendum che da molte parti si sono tenuti contemporaneamente alle elezioni in stati tendenzialmente conservatori si sono visti dei cambiamenti interessanti: in South Dakota è stato respinta una legge che avrebbe praticamente messo al bando ogni forma di aborto, in Missouri è stata approvata una legge che permetterà la ricerca sulle cellule staminali e l’Arizona è il primo Stato tradizionalmente repubblicano che ha respinto la proposta di messa al bando dei matrimoni gay. Da tenere presente che negli Stati più progressisti i referendum su questo argomento non sono neanche arrivati a essere fatti, per mancanza di supporto popolare. Matt Foreman, direttore della Gay and Lesbian Task Force, commentando i risultati elettorali ha detto che «stiamo vedendo che la “vendita di paure” che ha circondato i matrimoni gay si sta esaurendo».

Anche in quegli otto Stati nei quali il referendum è stato sfavorevole alle coppie gay e lesbiche le percentuali di consenso dimostrano che la società americana sta progressivamente diventando più tollerante. Col passare del tempo si sono sempre meno persone inclini a dar credito alle astruse teorie – più o meno evangeliche – che cercano disperatamente di ritrarre le relazioni tra persone dello stesso sesso come immorali, contrarie a un non meglio identificato (e certamente non dimostrabile) “volere divino” o addirittura pericolose per l’intera società. La politica americana sembra dunque voler voltare pagina e i diritti degli omosessuali e dello loro famiglie non potranno che trarne beneficio.

Clicca qui per discutere di questo argomento nel forum Movimento Omosessuale.

CONTINUA A LEGGERE...

Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...